C’era una volta un portiere. Ma un razzo se lo portò via

Si narra che Dida
sia cambiato dopo
il petardo che lo colpì
durante l’euroderby. Il Milan l’ha sempre
difeso,madopo la
sceneggiata di Glasgow
l’aria è cambiata<br />

da Milano

A Esteban Cambiasso hanno chiesto se per caso si fosse ricordato di ringraziare Nelson Dida. L’argentino arrivato a parametro zero è rimasto un attimo incredulo, poi ha risposto che in genere non si permette di prendere in giro qualcuno perché sono cose che possono succedere e anche lui ogni tanto commette un errore. In realtà Dida non commette un errore ogni tanto ma è uno costante negli errori, ha una sua periodicità, è uno che non scherza su certe cose, quando si prende un impegno lo mantiene e se mai ce ne fosse bisogno potrebbe diventare il santo protettore dei portieri tutti d’un pezzo che ci tengono alla loro reputazione. E la sua reputazione è nota.

Gira la voce che avrebbe definitivamente assunto queste sembianze dall’euronotte del razzo, insomma la sua sarebbe una designazione caduta dall’alto, qualcosa di divino. Macon il Leeds aveva già dato ampie anticipazioni delle sue qualità. Così come quell’altra seconda versione che fa ricondurre tutto al taglio bizzarro che scolpisce la sua criniera in due zone distinte del cranio, la parte razionale e quella imprevedibile. Dida peraltro fa di tutto per smentire ogni credenza e si prende le sue responsabilità a piene mani, ecco perché a volte le ha già occupate quando arriva il pallone. Il fatto è che lui probabilmente si è anche fatto un po’ scaramantico e i risultati gli stanno dando ragione.

La scorsa stagione, per esempio, il Milan aveva praticamente sul tavolo il contratto di Gianluigi Buffon ma non ne fece nulla e tutto ciò per confermare la fiducia in Dida. Ma successe anche dell’altro. Per dargli ulteriore tranquillità, gli venne anche rinnovato il contratto alla vigilia del derby. Un bel triennale a circa 3,7 milioni a stagione che lui battezzò il giorno dopo con una sconfitta contro l’Inter per 2-1 nella quale non dimenticò di metterci del suo. Fra le numerose prove che ha portato a suo carico per meritarsi la santità, Nelson de Jesus Silva detto Dida ha compiuto anche un piccolo capolavoro che verrà ricordato come lo svenimento di Glasgow. Ai deboli di memoria giova ricordare che da quel mercoledì notte divenne ufficialmente un indesiderato in casa Milan. Una maledizione che gli portò una fortuna dell’accidente.

L’errore sulla rete di McDonald che ha dato la vittoria al Celtic, e la sceneggiata successiva dopo l’innocuo buffetto ricevuto dal solitario invasore, avevano incorniciato una carriera fin lì irreprensibile e in linea con la sua missione. Dida quella notte ebbe l’ennesima conferma che si trovava sulla strada giusta perché l’invasore solitario che gli diede il buffetto venne bandito a vita dalle partite del club scozzese e denunciato. Lui invece continuò a vestire la maglia da titolare nella porta rossonera. Ma Dida non poteva accontentarsi di essere il primo portiere al mondo a essere messo ko da una carezza, lui ha puntato molto anche sulla fragilità di muscoli, tendini e nervi. Il suo problema alla spalla a volte è apparso comico.

A 34 anni, con qualche acciacco in più rispetto alla media, Dida sarà ancora una volta al centro del mercato milanista della prossima stagione, e poi resterà a San Siro. Nonostante anche ieri Ancelotti abbia ricordato come gli dispiaccia perdere per errori così madornali: «Ma Dida conserva sempre la mia fiducia totale. Avrà valutato male la traiettoria e si è buttato in anticipo». Poi gli è uscita una involontaria battuta: «Cosa pensa di lui il resto della difesa? Bè, Dida è qui da 6 anni, la difesa lo conosce e la vive serenamente ». Infine la spiegazione a questa sorta di autofustigazione alla quale il mister si sottopone: «Dida ha fatto un errore, e non sarà neppure l’ultimo perché lui continuerà a giocare ancora a lungo con noi. In passato Dida mi ha dato grandi soddisfazioni e io gli sono riconoscente dimostrandoglielo e dandogli nuovamente fiducia».

Fino a quando il trionfo di Manchester ai rigori contro la Juventus nella finale di Champions league continuerà a pesare sui destini del Milan? Seedorf, come molti altri, ha pensato a una deviazione sul tiro di Cambiasso. Scoperto che non c’è stata ha evitato ogni commento. Gattuso meglio che non si sia espresso sull’argomento dopo il diverbio avuto con Dida in diretta mondiale a Yokohama. Che Dida sia sulla strada della beatificazione è certo, santo patrono dei portieri mediocri, uno che non cambia mai e resta coerente a se stesso, uno che mette i brividi ai suoi stessi tifosi, uno che ha fatto di questa prerogativa la sua fortuna, uno di noi, come spesso amano cantargli i suoi avversari.