C’è l’Ecuador e gli inglesi tremano

Un’altra sudamericana dopo i ko 1998 e 2002 con Argentina e Brasile

Roberto Bonizzi

«No excuses». Niente scuse. E se Spice Boy si prende delle responsabilità, forse Eriksson ha davvero cambiato la mentalità degli inglesi. Si respirano convizione e fiducia nel ritiro dei sudditi di sua Maestà alla vigilia dell’ottavo di finale (alle 17 a Stoccarda) contro la rivelazione Ecuador, del ct Suarez. Una, di scusa, ci sarebbe pure. Un problema non da poco. L’Inghilterra ha perso per strada la sua stella, Michael Owen, a causa del crac ai legamenti del ginocchio, poche ore dopo aver applaudito il ritorno in campo di Wayne Rooney, comunque lontanissimo da una condizione brillante.
Fin qui gli uomini di Eriksson hanno infilato due successi, uno da sbadigli con il Paraguay, uno all’ultimo respiro con Trinidad, più un discreto pareggio con gli svedesi. E Oltremanica hanno attaccato il già non amatissimo ct da ogni parte. «La gente dice che non abbiamo ancora giocato il nostro calcio migliore - commenta Beckham -, speriamo che questo succeda al più presto. Dobbiamo dare il meglio. Anche se fin qui abbiamo avuto qualche problema con il caldo e a Stoccarda giochiamo alle 17, non abbiamo scuse. Siamo agli ottavi di finale del mondiale. Dobbiamo fare molto bene, secondo le nostre capacità». L’Inghilterra è ancora scottata dall’eliminazione ai quarti di finale della coppa del mondo 2002, per mano del Brasile. E, ancora prima, dalla sconfitta contro l’Argentina a Francia ’98. Due cacciate targate Sud America.
Con un occhio alla cabala l’Ecuador spaventa un pochino i britannici. Che dovranno rinunciare all’esperienza di Neville, al suo posto dovrebbe giocare terzino destro il centrocampista del Bayern Hargreaves, preferito a Carragher. E l’idea dell’ultimo minuto del tecnico svedese prevede un attacco con il solo Rooney, Crouch di scorta e centrocampo a cinque con l’ingresso di Carrick.
Proprio il reparto centrale è il segreto del successo dell’Ecuador. Anche se dal ritiro degli ecuadoriani filtrano dubbi sulle condizioni dell’elemento migliore, il laterale sinistro Mendez, che comunque sembra in recupero. Garantisce corsa e fantasia sulle fasce insieme al giovane Valencia. Ma spesso si scambiano la corsia per mettere in ginocchio le difese avversarie. I duelli con Beckham e Joe Cole si preannunciano scoppiettanti. Sarà Tin Delgado, insieme all’altro Tenorio, Carlos, a occuparsi di mettere in difficoltà i due senatori inglesi, Terry e Ferdinand (al rientro per Campbell) che proteggono il non sempre impeccabile Robinson. Solo panchina per l’ex perugino Kaviedes: ha fatto il giro del mondo la sua foto con la maschera da uomo ragno dopo il gol al Costarica, una dedica al compagno Otilino Tenorio scomparso un anno fa. Entrerà nel finale, con la maschera ancora nascosta sotto la maglia. Per ricordare l’amico. Magari per regalare la storia all’Ecuador.