C’è l’influenza, ma la Regione al solito è malata di polemica contro il governo

(...)Intanto Montaldo, ieri, ha fatto il punto sulla situazione ligure dicendo che «l’influenza si sta estendendo rapidamente, ha colpito prevalentemente giovani e ragazzi anche perché l’ambiente scolastico favorisce un maggiore contagio». Per quanto riguarda la gestione di eventuali forme gravi e complicate di influenza A/H1N1, la Regione ha individuato i centri di riferimento presso l’ospedale San Martino e l’Istituto pediatrico Giannina Gaslini.
Vaccinazioni. Procede a rilento la vaccinazione dei dipendenti del San Martino, perché soltanto il 10 per cento ha fatto richiesta A. «Sono 245 dipendenti su 2.500, troppo pochi - lamenta il direttore sanitario dell’ospedale Gianni Orengo nel fornire i dati - Non vaccinarsi in questa situazione è da irresponsabili. Mi aspettavo una risposta più importante. Dobbiamo essere sicuri che il sistema regga». Nella prima giornata della fase 2 della vaccinazione contro l’influenza, quella alla popolazione inserita nell’elenco di chi ne ha diritto (bambini, giovani, malati cronici ecc) al San Martino, ieri, sono stati vaccinati 45 degenti con alcune complicanze. All’ospedale Galliera, invece, nel fine settimana c’è stato un incremento dell’afflusso di pazienti, soprattutto anziani o persone con difese immunitarie ridotte. «Un notevole sovraffollamento, con richieste di visite e di ricoveri» spiega Paolo Cremonesi, responsabile del pronto soccorso, che lamenta una carenza da parte del sistema sanitario sul territorio. «In molti casi si è trattato di giovani con richieste improprie che potevano essere demandate alla guardia medica o al medico di famiglia. E per quanto riguarda gli anziani, nel fine settimana, molti provenivano da istituti privati o pubblici dove il medico non era presente. In un momento di incremento di lavoro non possiamo sostituirci al territorio». Da ieri vengono vaccinati in via prioritaria individui (i bambini dai 6 mesi) fino a 64 anni compiuti a rischio di complicanze; soggetti che hanno un contatto stretto con persone ad alto rischio che, per controindicazioni temporanee o permanenti non possono essere vaccinati; donne al secondo o al terzo mese di gravidanza; bimbi con meno di 24 mesi nati gravemente pretermine; donne che hanno partorito da meno di sei mesi o, in loro assenza, la persona che assiste il bambino in modo continuativo; donatori abituali di sangue. Per quanto riguarda i bambini che frequentano gli asili nido, la Regione Liguria è in attesa di ulteriori precisazioni ministeriali circa le modalità della vaccinazione per questa fascia di età in soggetti sani. La fase successiva delle vaccinazioni riguarderà le Forze dell’Ordine e gli addetti ai servizi essenziali.
La polemica. Nonostante pochi tra gli stessi sanitari scelgano di vaccinarsi l’assessore Montaldo fa polemica sulla presunta scarsità di vaccini. «Alla Liguria - spiega l’assessore - sono stati assegnati per l’anno in corso 230.000 vaccini, ma fino a venerdì ne abbiamo avuti solo 32.780 di cui 21.580 in confezione monodose riservata a bambini e donne in gravidanza e 11.200 in confezione multidose per le altre categorie. È evidente il divario molto forte tra i vaccini attesi e quelli realmente disponibili, tenendo conto che il numero di soggetti da vaccinare in questa prima fase ammonta a 115mila di cui 25mila operatori sanitari, 78mila soggetti a rischio da 6 mesi a 65 anni e 12mila donne in gravidanza o che hanno partorito da meno di 6 mesi». Secondo l’assessore manca «chiarezza da parte del Governo sull'applicazione delle linee guida e su come utilizzare i vaccini. Ad oggi c’è un po’ di confusione su come adottarli se si deve farne due o una e anche sui tempi di fornitura c’è poca chiarezza, al momento non sono arrivate comunicazioni dal Governo circa ulteriori invii di vaccini». «Non avere certezza sulle fornitura settimanali rende difficile organizzare il servizio, adesso ad esempio smaltiamo tutti i vaccini che abbiamo e poi magari siamo costretti a stare fermi per 15 giorni perché non ne arrivano». Resta il fatto, tuttavia, che sono tante le persone che comunque non vogliono vaccinarsi, soprattutto tra le categorie del personale addetto ai servizi.
La proposta. Il consigliere regionale del Pdl, Matteo Rosso, che è anche vicepresidente della commissione regionale Sanità, suggerisce all’assessore di istituire presso le scuole materne ed elementari per vaccinare i bambini a rischio. «Ho presentato un ordine del giorno con questa proposta - dice Rosso -in questo modo il servizio sarebbe più efficiente».