Cè, la Lega deciderà sul Po il suo destino

La prima giunta lombarda è già stata fissata per il prossimo 14 settembre, ma difficilmente per quella data il caso-Cè verrà risolto. Però i vertici leghisti affronteranno tra loro il problema della possibile sostituzione del loro «scomodo» assessore in Regione quattro giorni dopo, a Venezia, durante l’ormai rituale celebrazione del Dio Po: in quella sede Bossi, Calderoli, Giorgietti e tutti gli altri valuteranno se accettare o meno la richiesta di rimozione fattagli pervenire da Roberto Formigoni qualche giorno prima di partire per le vacanze. Richiesta caldeggiata pure da quella parte della Cdl che in questi primi due mesi di legislatura ha avuto motivi di scontro col «brusco» assessore lùmbard.
Forza Italia, con Abelli (welfare) e Buscemi (Sicurezza), ha avuto di sicuro gli scontri più duri, scivolati spesso in risse vere e proprie, con inevitabili strascichi nei rapporti interpersonali. E ultimamente qualche ruggine si è venuta a creare pure con la vicepresidentessa Beccalossi (An). Motivi di quegli attriti, quasi sempre le mire «espansionistiche» dell’assessore alla Sanità, al quale sembrano stare un po’ strette le deleghe ricevute ad inizio mandato. E infatti punta a sottrarre al collega Abelli quelle relative all’assistenza, competenze che secondo il suo modo d’intendere non possono essere scisse da quelle sanitarie. Così come desidererebbe avere mano libera nella scelta di commissari e direttori di Asl e quant’altro, per le quali il manuale Cencelli resta ancora la strada maestra.
Nelle ultime settimane, a seguito della denuncia di alcuni leghisti bresciani sulla «sparizione» di oltre 800mila capi di bestiame da quel territorio, ha rivolto le proprie attenzioni pure sull’anagrafe bovina, che secondo lui andrebbe controllata con maggior scrupolo - e, perché no, magari dal proprio assessorato - in modo così da capire meglio chi debba pagare davvero in Lombardia le multe sulle quote latte. Un’intenzione espressa attraverso i quotidiani locali e che non ha fatto piacere alla Beccalossi, che (oltre ad essere bresciana) è pure da 5 anni e 2 mesi la responsabile dell’agricoltura lombarda.