C’è Max Gazzè che duetta con il suo «clone»

Max Gazzè ama rinnovarsi e giocare con la musica. Si diverte a riarrangiare le canzoni e ad affrontare i tour con formazioni sempre diverse. Il nuovo tour porta questa continua evoluzione ancora più in là. «Casi ciclici» arriva domani all’Auditorium di via della Conciliazione. Chi assisterà al concerto troverà il palcoscenico allestito in modo davvero sorprendente. Con lui suoneranno Megahertz (theremin e sintetizzatori), Sergio Carnevale (batteria), Silvia Catasta (flauto traverso e ottavino) e il quartetto d’archi EdoDea.
Perché questa nuova scelta stilistica?
«Volevo un cambiamento radicale. Sono partito dall’idea di sfruttare lo spazio teatrale, collaborando con altri musicisti. Mi piace interagire con lo stile di altri artisti che si mettono a disposizione di un progetto. Per quel che riguarda la parte strumentale, la scelta di coinvolgere un mago dei sintetizzatori come Megahertz dipende dall’esigenza di avere sonorità che ricordino vagamente i Kraftwerk. Un’altra novità è l’assenza della chitarra, che è stata sostituita dagli archi: le partiture per il quartetto sono state scritte proprio in funzione di quel vuoto e, grazie alle distorsioni, riusciamo a far suonare gli archi come una chitarra».
Il concerto sarà arricchito da immagini. Lei stesso l’ha definito un «film sonoro».
«C’è una vera e propria interazione tra suoni e immagini. È come se ci fosse un altro musicista sul palco, anche perché in video compare un altro Max Gazzè che interagisce con me, facendo i controcanti. La tecnologia digitale al servizio della musica ci ha permesso di sincronizzare tutto e di ottenere questo risultato».
Sta lavorando anche a un progetto cinematografico. La simbiosi tra musica e parole evidentemente la affascina.
«Il film si chiamerà La scatola è azzurra e parlerà di tortura e controllo mentale, ruotando attorno all’esperimento di Milgram. Il regista Silvio Romano mi ha proposto di scrivere le musiche e ho accettato perché spesso nelle mie ricerche avevo incontrato e studiato quegli argomenti».
In concerto ci sarà spazio per inediti?
«Ho intenzione di portare avanti questo tour piuttosto a lungo e progressivamente inserirò brani inediti, magari in estate. Mi piace rodare le canzoni dal vivo prima di pubblicarle su un disco, come si faceva negli anni ’70. Il lavoro sul nuovo album è a buon punto, spero di farlo uscire già a settembre».