C’è il Palermo, la Roma vuol scordare il derby

Spalletti: «Mai parlato di scudetto». Si infortuna Vucinic. Dalla Spagna danno in arrivo Tavano

da Roma

Se litigio c’è stato - ma il tecnico continua a negarlo - Luciano Spalletti farà bene a chiarire presto con Montella (ammesso che non lo abbia già fatto). Perché l’Aeroplanino, in rampa di lancio verso l’Inghilterra, potrebbe tornare utile nelle ultime tre sfide del 2006. Ieri infatti la Roma ha perso anche Vucinic, che a causa di un banale infortunio in allenamento, ha riportato una lesione al menisco del ginocchio sinistro ed è stato immediatamente operato. Il quotidiano sportivo spagnolo Marca parla di un accordo già raggiunto tra il Valencia e il club di Trigoria per il prestito di Tavano ma solo da gennaio e lo stop - si parla di 20 giorni - dell’attaccante montenegrino (mai in gol, per altro, in questa stagione) toglie un possibile ricambio alla vigilia della partita con il Palermo. Che molti considerano un vero e proprio spareggio per il secondo posto. «Io di scudetto non ho parlato perché i nerazzurri hanno dei vantaggi e noi stiamo facendo la nostra corsa - dice l’allenatore della Roma -. Ciò non toglie che siamo molto migliorati. Nel calcio per cambiare una classifica o si fa come dice Berlusconi, che rifonda il Milan, o si migliora pian piano, ma ci vuole tempo. Noi da quando ci siamo incontrati di miglioramenti ne abbiamo fatti, e vogliamo continuare a farne».
C’è da cancellare il brutto derby con la Lazio, ma senza rischiare di cancellare quanto di buono fatto finora. «In fondo, abbiamo perso una partita, anche se è il derby e lascia più strascichi - continua Spalletti -. Fino a domenica avevamo infilato una serie positiva e non dobbiamo gettare tutto al vento per una sconfitta. È proprio in questi momenti che si deve vedere la forza della squadra, è fondamentale avere una reazione». Guidolin, che a Roma potrebbe proporre un inatteso 3-5-1-1 con Amauri (uno degli obiettivi di mercato, poi naufragati, dei giallorossi) pronto a ripetere l’exploit già ottenuto con il Chievo l’anno scorso, chiede alla squadra «l’abituale aggressività, ma soprattutto il coraggio e quella grande attenzione che ha permesso al Palermo di ottenere risultati di prestigio».
Spalletti fa i complimenti al collega, che lo allenò nell’Empoli in C1 nella stagione 91/92 («un ottimo tecnico che è riuscito ad arrivare in alto anche con me e Baldini in squadra...), ma elogia anche il Palermo. «Hanno tante individualità importanti, non solo Amauri. C’è ad esempio Di Michele che a Udine è stato fondamentale per arrivare in Champions. Noi simili a loro? Per certi aspetti sì, visto che facciamo della velocità nel far girare la palla la nostra migliore qualità». E infine elogia anche Zamparini: «Una volta ho risposto a quello che aveva detto, ma dire che io ne ho parlato male non è corretto. Lui sotto l’aspetto imprenditoriale è tra i più forti. Bisogna riuscire ad averci un buon rapporto perché ogni tanto ha delle esternazioni importanti che possono metterti in difficoltà, ma è bravo anche ad aiutare l’allenatore».