C'è posta per il fashion La cartolina torna di moda

«Freeze for Frieze» è l'iniziativa di Moncler a Londra per sostenere due giovani di talento

Cesare Cunaccia

Moncler continua il suo itinerario nel sostenere la leva creativa di ultima generazione. Ora approda a Londra con il progetto «Freeze for Frieze», che si tiene dal 7 al 9 ottobre durante l'omonima fiera dell'arte contemporanea presso il nuovo flagshipstore del marchio al 26 di Old Bond Street. Si tratta di un'iniziativa concepita per raccogliere fondi a completo supporto di due studenti di particolare talento del corso biennale di specializzazione in Fashion & Textile del Royal College of Art che per la prima volta collabora direttamente con un brand di moda. «Freeze» come cogliere un attimo e solo quello, un istante irripetibile che viene catturato, congelato in un atto atemporale e significativo. «Sono molto affascinato dalla sfera artistica - afferma Remo Ruffini, Chairman e Ceo di Moncler -, soprattutto nella sua valenza di linguaggio e nella corrispondenza con le capacità e la visione personale. Arte quale espressione di pura creatività. Creatività che appunto rappresenta la parola chiave della nostra intera ricerca. Poter affrontare questa avventura fianco a fianco con una realtà così importante e proiettata verso il futuro come il Royal College of Art per me è un grande onore». Moncler, coinvolgendo anche alcuni alunni prossimi al diploma della scuola londinese, ha voluto chiedere ad artisti, designer di moda, opinion leader, figure iconiche della cultura, della musica, del cinema e del design amici della Maison, di realizzare e donare un loro art work da esporre in uno spazio esterno al College. 400 opere in formato cartolina e firmate solo sul retro, che verranno messe in vendita al prezzo unico di 60 sterline in occasione dell'apertura della boutique di Londra dal 7 al nove ottobre prossimi. Si potranno acquistare in forma «blind», cieca, e se ne potrà conoscere l'autore solo alla consegna. Una particolare selezione di post-card si potrà acquisire unicamente attraverso l'e-commerce del marchio italo-francese: moncler.com. Co-curator dell'evento, fortemente condiviso da Paul Thompson, Rettore del Royal College of Art, è il giornalista Tim Blanks, critico di moda su Bof (The Business of Fashion) il sito più cliccato dalla finanza modaiola. Paul Thompson osserva che «Essendo Moncler tra i brand di maggiore successo sulla scena globale, da molti anni costituisce un riferimento di vasta ispirazione per i nostri ragazzi impegnati nel settore del fashion. Mi piace sottolineare che qui, al Royal College, oltre a donare preziose suggestioni creative, Moncler si fa carico generosamente del totale finanziamento di due borse di studio biennali, grazie alle quali due studenti davvero meritevoli potranno intraprendere una laurea specialistica». Tra i nomi che, in assoluto incognito, hanno partecipato al progetto, spiccano nel campo dell'arte e architettura John Baldessari, Aldo Cibic, Gavin Turk, Nigel Coates, Kengo Kuma, Jessica Chastain, Kim Cattrall e Jude Law nel cinema, Virgil Abloh, Sarah Burton, Marco De Vincenzo, Delfina Delettrez, Mary Katranzou, Olimpia Le Tan e Alber Elbaz nella moda. E poi ecco la musica con Jarvis Cocker e Chris Martin e socialites come Amanda Harlech e Johannes Huebl. Infine la fotografia con l'intramontabile genio di David Bailey, maestro del clic consegnato al mito dal film Blow up di Antonioni. Un segno di originale e autonoma espressione personale di ciascuno dei partecipanti, che da post-card diventa opera d'arte compiuta. Il perfetto aforisma della casualità. Il bello è che ormai, nell'era del consumo indiscriminato e rapidissimo delle immagini elettroniche, le cartoline non si usano più.