C’è posta per noi: è il «vota Ciccio» di Walter

Il «fortino Roma» traballa, Rutelli e Zingaretti sono al ballottaggio, il candidato sindaco manifesta evidenti segni di nervosismo, e così tocca a Walter Veltroni, dopo la delusione delle politiche, tornare a occuparsi della capitale, cercando di spendersi un po’ per gli «amici». Il leader del Pd si rimette l’abito da primo cittadino per vergare una letterina di propaganda in cui cerca di rendere più appetibili le candidature del centrosinistra per Roma, visto il vistoso calo dei consensi rispetto ai plebisciti dell’epoca di Re Walter.
Nel perseguire l’obiettivo, Veltroni rimarca per esempio il dato anagrafico di Nicola Zingaretti, «giovane competente e appassionato». Se per il 42enne candidato a Palazzo Valentini l’argomento tutto sommato può andare, far passare per giovane Rutelli è compito più arduo. Così Veltroni si affida alla mozione dei sentimenti, esalta il «cammino» fatto per far crescere Roma in questi lunghi anni di continuismo del centrosinistra e, con un balzo all’indietro nel tempo, fa pure un bel lifting temporale a Cicciobello, ricordando che a tracciare la strada dei fasti veltroniani, nel 1993, fu «un giovane sindaco»: Rutelli, appunto.
Così ora il leader del Pd, intingendo la penna nel solito inchiostro di un buonismo non troppo modesto, ricorda improvvisamente che parte del merito di quegli «anni bellissimi e intensi» nei quali «Roma è cambiata, è cresciuta, e si è fatta sempre più comunità» spetta a Rutelli: «Il sindaco del Giubileo, delle “cento piazze”, del buon governo. Il sindaco che ha fatto del Campidoglio una casa di vetro», scrive Walter, evocando forse un po’ imprudentemente l’«era dei cantieri» che precedettero (e accompagnarono) l’Anno Santo, paralizzando la città e certo non rendendo più popolare l’uomo che l’anno dopo guidò il centrosinistra nazionale alla sconfitta. E a dirla tutta, anche il riferimento al Campidoglio «casa di vetro» cozza un po’ con le condanne rifilate dalla magistratura contabile a Rutelli e alla sua giunta per le consulenze d’oro. Non sempre, insomma, togliere la polvere dai ricordi del passato è una buona idea. La pensa così anche Vincenzo Piso, capo della federazione romana di An, ora sbarcato in Parlamento, che ironizza sulla «bella, garbata e flautata» missiva veltroniana e avverte l’ex sindaco: i romani dimostreranno di non avere la memoria corta. «Anzi, lo hanno già fatto - insiste Piso - in occasione di queste ultime elezioni amministrative, rammentando bene di non votare per la sinistra: infatti, solo il 45 per cento dei cittadini della Capitale hanno scelto la coalizione di Rutelli».
Anche il commissario romano di Forza Italia Francesco Giro sospira: «Quella di Veltroni è la lettera del bla bla bla. Parole, parole, parole, di una sinistra parolaia che sa solo chiacchierare, che non è in grado né di mantenere la parola data né di realizzare qualcosa di positivo e di visibile. Lo stesso Veltroni - conclude il parlamentare del Pdl - non è stato in grado, in questa lettera, di citare una sola cifra, numero e dato che dimostrasse la crescita sociale della capitale».