C’è qualcosa di nuovo: la più veloce è la Ferrari

In Bahrein, collaudatori a parte, i migliori sono Schumacher e Massa. E anche la Renault vuole Raikkonen

Benny Casadei Lucchi

nostro inviato a Sakhir

Sono primo e secondo. Proprio loro: Michael Schumacher e Felipe Massa. La classifica del venerdì con un altro nome in vetta non deve ingannare, perché è drogata dalle genialate regolamentari del mondo che corre a trecento l’ora. Tra l’altro, ieri è stato finalmente trovato l’accordo sui test durante la stagione: 36 giorni e un regolamento ovviamente complicatissimo. Unico dato di rilievo: la Ferrari ha dichiarato che i giorni limitati non impediranno l’apprendistato di Valentino Rossi.
Ma si diceva: la Ferrari occupa davvero la prima fila del venerdì, non è un miraggio, bensì conseguenza dell’inquinamento da pilota-collaudatore. Esempio: prendete Anthony Davidson, ragazzo Honda, è davanti a tutti, ma oggi non fa le qualifiche e domani guarderà la gara in tv. E così Alexander Wurz, tester Williams, terzo, anche se al via del Gp sarà in salotto con il telecomando in mano. Questo è il confuso risultato partorito dalla norma che dal 2003 consente, ai team classificati dal quinto in giù nel campionato precedente, di fare test anche il venerdì di gara, portando i propri collaudatori in gita premio attorno al mondo. Per cui, tolti loro, ecco schiudersi la classifica vera di questo primo giorno a motori accesi: le Ferrari davanti, poi Alonso con la Renault, quindi, incredibile, Vitantonio Liuzzi, pilota Toro Rosso, costola RedBull che ha rilevato e trasformato l’ex Minardi. Un abruzzese doc, Tonio, amante della bella vita e del lavoro, «però nessuno si accorge che sono veloce, tutti dicono invece che mi diverto troppo, però non sta scritto da nessuna parte che uno con i jeans a vita bassa e il cappellino storto non possa vincere sette mondiali...».
La classifica, depurata dai collaudatori, racconta di Fisichella quinto, ma narra soprattutto di Kimi Raikkonen e la McLaren col settimo tempo (Montoya è nono), preoccupati non dalla prestazione quanto dai cedimenti: guasto elettronico per l’algido finnico, guasto al motore per il colombiano. In Mclaren però sono fiduciosi: «Pensavamo di essere meno avanti, credevamo la Renault più lontana, però la Ferrari è messa meglio del previsto». Se per il finlandese il primo assaggio di pista sembra in salita, dorato potrebbe essere il suo futuro contrattuale. Giovedì ha fatto gli occhi dolci alla Ferrari sempre più innamorata di lui, però si è scoperto che mentre sbatteva algidamente le palpebre in direzione di Maranello, tendeva l’orecchio alle sirene parigine. Il duello tra Ferrari e Renault si sta infatti rivelando una sfida globale, in pista e fuori: pare infatti che la Regié e Briatore si stiano dando da fare per rimpiazzare Alonso proprio con il pilota McLaren.
Quanto al duello in pista, Alonso dice: «La Ferrari non mi ha impressionato per nulla, non ha fatto niente dell’altro mondo. Tanto più che aveva le gomme nuove quando è venuto fuori il tempo, mentre io ho sempre usato le stesse. Se guardo alla griglia e tolgo i collaudatori, non posso che sentirmi fiducioso... diciamo pure che mi sento il favorito. Anche perché qui non abbiamo mai provato eppure siamo stati subito veloci».
Vero. Come è vero che proprio questo hanno notato sia la Ferrari, sia Schumi che qui ha indossato un casco con impressi i nomi della sua famiglia scritti in cinese: «Rispetto ai rivali stiamo bene, sono felice di quanto fatto. Siamo cresciuti e abbiamo portato a termine tutto il lavoro previsto. Certo, ora dobbiamo vedere e capire esattamente dove stanno gli altri. Perché la McLaren ha avuto dei problemi e c’era chi aveva gomme nuove e chi vecchie... Mi ha invece stupito la Renault: pronti e via sono stati subito veloci. E questo è il loro vantaggio». Soddisfatto a metà Felipe Massa: «Male nella prima parte, ho frenato tardi rovinando le gomme. Ma nella seconda tutto ok, anzi, potevo far meglio».