C’è una Roma «in rosa» che fa sognare

A Roma c’è Una Roma. A Roma c’è La Roma. Ma a Roma c’è pure un’Altra Roma, che con Trigoria non c’entra nulla, che ha un’altra dirigenza e che con La Roma ha in comune i colori sociali. Ma che nel campionato in cui milita sta mietendo vittime illustri. Si tratta della Roma Calcio Femminile, che ha visto la luce più di quarant’anni fa. E subito grandi successi: un campionato nel 1969, una Coppa Italia l’anno successivo. Da allora inizia l’avventura di questa squadra competitiva ma che passa quasi un ventennio senza vincere tantissimo. Poi negli anni Novanta il declino.
Ma è il 2003 quando succede qualcosa. Fino ad allora a farla da padrone nel calcio femminile erano state le cugine biancazzurre. Alla Presidenza di quella Lazio-pigliatutto c’era un certo Renato Vettoretto. Il quale decise di approdare sull’altra sponda del Tevere come Direttore Generale. Con sé portò anche Giampiero Serafini, un ex giocatore che, una volta appese le scarpette al chiodo, si è dedicato all’attività di allenatore. Obiettivo dichiarato: rifondare la Roma Femminile. Ad affiancare Giampiero venne chiamato, da Palombara Sabina, un altro «giovane» di belle speranze, Fabio Cola, un militare dell’Esercito pure lui malato di calcio.
E comincia una strada tutta in salita, costellata di successi preceduti da una campagna improntata all’allestimento di una squadra da serie A, «strappando» giocatrici di valore alle altre squadre italiane, in particolare a quella Torres che ha fatto sempre il bello e il cattivo tempo. Alcune giocatrici, inoltre, avevano seguito Vettoretto e Serafini dalla Lazio.
Una strada in salita. Ma fatta anche di enormi sacrifici. L’attività, infatti, è basata praticamente sul volontariato. Le ragazze fanno altre cose nella vita (chi studia, chi lavora) e ci sono tre allenamenti a settimana (martedì, mercoledì e venerdì) al Cisco Lodigiani in via dei Gordiani, nei pressi della Casilina. E se si pensa che l’unico allenamento comune è quello del venerdì, poiché durante la settimana le giocatrici che abitano fuori Roma si allenano nelle rispettive località di residenza, be’, i risultati possono dirsi davvero straordinari. Sacrifici anche economici perché, in assenza di uno sponsor, le trasferte sono a carico del Presidente, Giuseppe Petrungaro e del Direttore Generale Vettoretto. Ad accomunare con la Roma maschile non sono solo il giallo e il rosso della divisa. Come insegna capitan Totti bisogna pensare anche a chi è meno fortunato, soprattutto in periodi come quello natalizio in cui molte persone hanno bisogno di calore umano. Così ecco «riffe» di beneficenza (il ricavato della lotteria di questo Natale è andato a Telefono Azzurro) e visite ad ospedali (giovedì 4 gennaio la squadra ha fatto visita, portando doni, ai reparti pediatrici del «Gemelli»). Oltre, naturalmente, a incontri di calcio a scopo benefico, organizzati con squadre maschili. E si ricreda pure chi pensa di trovarsi di fronte al cosiddetto «sesso debole»: le ragazze della Roma Calcio, anche in queste circostanze, gli attributi li sfoderano eccome, sia sul campo che fuori. Il futuro agonistico cosa riserva? La promozione e la permanenza in serie A: parola di Giampiero Serafini e Fabio Cola. Ma anche (perché no?) una collaborazione con la squadra maschile. E, considerata la caparbietà del gruppo, chissà che prossimamente non vedremo la Roma Calcio Femminile transitare dalle parti di Trigoria.