C’è solo Fossati, sinistra a pezzi

È Casa delle libertà e basta. A Lissone con il 54,7 per cento dei consensi, gli elettori al primo turno hanno riconfermato sindaco Ambrogio Fossati, targato Carroccio. Niente da fare per gli alfieri del centrosinistra che nella città del mobile, alla faccia del partito unico, si sono presentati divisi. Da una parte la Margherita con la lista civica «Vivere Lissone,» dall’altra i diesse con Verdi e Rifondazione comunista. Né gli uni né gli altri sono riusciti a lasciarsi alle spalle questa tornata elettorale con l’onore delle armi. Dopo Fossati con uno striminzito 22,9 per cento si è piazzato Maurizio Mazzoleni, spinto verso un’improbabile incoronazione a sindaco da tre liste civiche: «Il nuovo», «Noi» e «Lissone la mia Città». Percentuali da prefisso telefonico per Francesco Bosco dell’Italia dei Valori, Davide Viganò (Partito Comunista dei Lavoratori) e dall’ex vicesindaco, Ruggero Sala, fuoriuscito da Fi.