C’è solo Inter-Roma per farci ripartire

Balotelli sta a Manchester, Adriano torna a Milano con la Roma: c’è qualcosa che non va nel nostro calcio. Perdiamo un talento e recuperiamo un ex (si spera) alcolista. Con questo fiocchetto sulla confezione regalo, il football italiano riapre la stagione delle sue finali doc. Per ora ne sono in programma tre sicure (Supercoppa italiana ed europea, coppa Italia), si potrebbe arrivare a sei con eccesso di ottimismo. Inter-Roma è la prima e racchiude la crema del campionato. L’Inter da diversi anni deve sforzarsi di render interessante il campionato, sennò si dormirebbe. La Roma è stata (probabilmente sarà) la più credibile antagonista, ma riesce a graffiare più che a incidere nelle carni del mammouth nerazzurro. Non ci sarà Mourinho in panca e potrebbe essere una liberazione, se non fosse per i soliti piagnucolosi nostalgici. Ranieri e Benitez garantiscono di conoscere il calcio, anche meglio dello Specialone, ma pure un minimo fair play che, nelle grandi partite e nelle grandi squadre, non guasta mai.
Par già di sentir lo Specialone di lontano: se vincerà l’Inter, tutto merito della sua eredità. Se perderà, dirà: «Visto? Cosa fanno senza di me?». Eppure, dopo la batosta mondiale, Inter-Roma è la miglior partita che il nostro calcio potesse augurarsi per ricominciare il suo cammino verso la riconquista di posizioni, tifo, pubblico e credibilità. Un classico da mercato: metti sulla bancarella il meglio della mercanzia. Piaccia o non piaccia.
Ecco, questa potrebbe esser la partita della speranza, l’avvio di una nuova (necessaria e non più rimandabile) era calcistica. Le penosette figure della prima Italia di Prandelli, di Juve e Samp in Europa dovrebbero aver messo tutti sull’avviso. Bisogna darsi una mossa. L’Inter è alla sesta finale consecutiva e ne ha vinte tre (2005, 2006, 2008) due delle quali contro la Roma. Ma ha perso quella del 2007, proprio a San Siro, contro i giallorossi. Insomma tradizione, numeri, statistiche e forza delle squadre, garantiscono il bello dell’incertezza. Partita show per un calcio che sta andando a ritmo di slow. Due poli a confronto. La Roma mette in porta il rumeno Lobont, che in Italia ha scoperto una vita da riserva. L’Inter manda in campo Sneijder, che quest’anno potrebbe vincere il Pallone d’oro. Benitez comincia la sua sfida a distanza con Mourinho e, perchè no?, con Mancini. Ranieri comincia la sua stagione più difficile: deve sganciarsi dall’immagine dell’eterno incompiuto. L’Inter comincia la caccia ai sei “tituli“, che farebbero guinness. La Roma torna nella parte del guastafeste. Non si può dire: vinca il migliore. Perchè, senza ipocrisie, si sa già chi è. E allora che torni a vincere il nostro calcio.