C'è solo la Juventus dietro l'Inter

I bianconeri vincono a tempo scaduto con un gol del solito Treseguet, al settimo centro. Partita spigolosa, Torino senza colpo del ko

Torino - Voleva vincere il derby al novantunesimo minuto il presidente della Juve Cobolli Gigli. E con gol di Del Piero. Al presidente bianconero non dispiacerà certo aver sbagliato il marcatore. È infatti Trezeguet a indirizzare verso la sponda bianconera un derby che la Juve forse non sperava più di vincere, mache non ha mai temuto di perdere. Gol nato da un fuorigioco- non fuorigoco causato dal colpo di testa di Dellafiore, assist che ha rimesso in gioco il francese. Partita spigolosa, mai decollata. Brutta come può esserla solo un derby: che il Toro ha tenuto in mano a lungo, senza però mai sfoderare il pugno da ko. Del resto un peso piuma non può diventare un peso massimo. Nemmeno per una notte.

Il derby compie cent’anni (il primo si giocò il 13 gennaio 1907) in uno stadio pieno come un uovo ma che assiepa pericolosamente la curva bianconera accanto al settore granata. Il peggio avviene fuori, nelle strade di Torino. Dentro, quando si comincia, si capisce subito che Ranieri ha deciso di giocarsi il primo derby senza paura. Fuori causa Iaquinta, non rinuncia adare peso all’attacco: Palladino con Del Piero e Trezeguet. Armiperla roulette russa, quella evocata in settimana dal comandante bianconero. Senza Rosina (e altrettante alternative), Novellino invece regala chili al centrocampo con Paolo Zanetti, e affida il traffico a Corini, per una sera «liberato» dall’assillo di far transitare il gioco sempre dalle parti dei due fantasisti. Uno, Rosina appunto, non c’è. L’altro Recoba, gioca dieci metri più avanti.

Dopo un minuto Trezeguet pizzica i guanti di Sereni, ma ne passano altri quindici e il derby numero 222 prende una brutta piega. A centrocampo c’è una densità di popolazione da metropoli sudamericana, così trasformare le intenzioni in azioni resta una chimera. Ci prova Corini, ma Nocerino gli toglie l’aria, il Toro si schiaccia troppo. La Juve lascia fare, forte anche della soggezione iniziale che provano i granata. I bianconeri scelgono il binario destro, Palladino svolazza ma il suo gran daffare non trova gli accordi giusti con i movimenti di Del Piero eTrezeguet. Muscolari in Zanetti e Nocerino, carenti di rifornimenti dalla retroguardia, assenti in Nedved, i bianconeri vanno a folate, ma si fermano troppo lontano dalla porta. Ranieri prova a scardinare il fortino mandando Del Piero a spasso per il centrocampo e togliendo così Natali dal presidio difensivo, ma ne ricava solo l’ammonizione della pertica granata. Prese le misure il Toro comincia a caricare ma la frenesia dei sarti granata finisce per cucire un abito troppo spesso fuori misura. Buffon resta a guardare per mezz’ora fino a quando, dalla corsia destra, Ventola e Zanetti gli piazzano Recoba davanti: il portiere azzurro ci mette reattività e piede e si salva. È il momento migliore del Toro, mafinisce anche subito. Una punizione di Del Piero mette solo i brividi, ma sono anche gli unici del primo tempo.

Nella ripresa il Toro entra meglio in campo. La mancanza di un ragionatore in casa bianconera si fa sentire, i cingolati granata scavano un vallo e da lì difendono e ripartono. In realtà succede poco, una sassata di Recoba all’inizio tiene all’erta Buffon. Provano, i granata, ad aprire il gioco, ma devono assecondare i tempi del Chino e quando lo fanno i risultati si vedono. La Juventus si accomoda e decide di lasciare il pallino al Toro, confidando di fiondarsi verso Sereni trascinata dalla corsa di Nedved e Del Piero. Insomma, un nobile contropiede. Ma la tattica mostra i suoi limiti, il Toro suona il tamburo e, almeno il ritmo, è assordante. Dal gran correre, la squadra di Novellino non ricava granché. Si va avanti così, a sferragliare calcio e a un certo punto la Juve sente il sangue della preda. Così quando Del Piero rimette fuori la testa e invita Nedved a mettere la parola fine sul derby,sembra il delitto perfetto. Invece il ceco confermala serataccia e sparacchia sopra la traversa il delizioso assist. Passato il pericolo il Toro si ributta in avanti in un rigurgito di tremendismo, lo richiede il copione. Ma Recoba con muscoli e testa è già sotto la doccia. Non Trezeguet che capitalizza l’unico errore di Dellafiore e fa bingo a novantesimo scoccato. Settima rete in campionato, pari con Ibrahimovic. E se con questo sono 102 i gol in bianconero, un motivo ci sarà.