C'è lo sponsor, la palestra di Maddaloni non chiude

Un imprenditore napoletano si farà carico dei debiti con l'Enel. E il campione olimpico di Sidney potrà continuare a insegnare il judo ai ragazzi di Scampia

La palestra di judo fondata da Pino Maddaloni nel difficile quartiere di Scampia potrà continuare a rimanere aperta. Ed essere ancora un punto di riferimento per i tanti ragazzi che credono nei valori dello sport e non in quelli della camorra. A Giovanni, il papà dell'olimpionico di Sidney 2000 che coordina l'attività di un migliaio di ragazzi del quartiere, è giunto il sostegno di un imprenditore di Villaricca che gli ha garantito il pagamento del canone e dei consumi Enel per la stagione 2010-2011.
«Possiamo continuare a svolgere la nostra attività - spiega felice il maestro Maddaloni - e non dobbiamo sospendere e abbandonare a se stessi centinaia di ragazzi. Ho ricevuto nei giorni scorsi le garanzie di un imprenditore napoletano, il titolare della Trincar, un'azienda di autodemolizione che, venuto a conoscenza della nostra situazione, si è detto disposto a fornirci il contributo economico necessario per quanto riguarda l'Enel. Dico queste cose con sommo piacere. Difficile potermi capire. Nei mesi scorsi ho pensato al peggio. Ma la cosa più bella che voglio sottolineare è che sia stato un imprenditore napoletano ad interessarsi a un progetto sociale della nostra città».
A luglio il maestro Maddaloni lanciò un disperato appello dopo che l'Enel aveva proceduto al distacco della fornitura per morosità. Non ricevendo più contributi dalle istituzioni e non avendo risposto alle loro sollecitazioni Regione, Provincia e Comune, i Maddaloni si erano praticamente arresi. L'appello fu accolto però via internet da una signora italoamericana, Anna Jonhson. Pagò di tasca propria gli 834 euro di morosità, permettendo di tenere attiva la struttura. Poi nei giorni scorsi l'arrivo del nuovo benefattore che consentirà al maestro Maddaloni di continuare ad allevare altri giovani alla pratica del judo in un quartiere difficile come Scampia.