C'è troppo smog? Hai dimenticato qualcosa a casa? Lo zaino ti avvisa...

La tecnologia all'avanguardia di Piquadro che ha anche acquisito la maison «Lancel», marchio di lusso nella pelletteria uomo e donna

Fresco di una nuova acquisizione e del titolo di cavaliere del lavoro, Marco Palmieri, presidente e amministratore delegato del Gruppo Piquadro, si presenta a Pitti Uomo con la grande soddisfazione di aver posto un ulteriore tassello sulla strada della crescita della propria azienda. A Silla di Gaggio Montano, in provincia di Bologna, sede della società che presenta risultati economici sempre più ragguardevoli, non si è ancora spenta l'eco dell'entrata nella scuderia della maison Lancel conosciuta nel mondo per la creazione e la distribuzione di pelletteria di lusso per uomo e donna.

«Siamo particolarmente orgogliosi di portare nel gruppo Piquadro un marchio storico francese che rappresenta un'eccellenza unica, un'icona di stile» dichiara. Non si può certo parlare d'inversione di tendenza, ma di fronte al passaggio di numerose realtà italiane in mani straniere, questo è un segnale confortante. E non è un caso che arrivi da un gruppo che crede nella solidità di marchi da far crescere. Già un anno fa aveva acquisito il brand The Bridge sinonimo di eccellenza nella lavorazione artigianale toscana mentre le collezioni Piquadro si distinguono per l'elevato contenuto tecnologico. Il fatturato consolidato della Piquadro quotata alla Borsa italiana e relativo all'esercizio 2017/18 chiuso il 31 marzo si attesta sui 97,6 milioni di Euro. Alla vigilia del salone fiorentino dove il gruppo è presente con i suoi brand, ecco cosa ci ha raccontato Marco Palmieri.

Quali sono i vostri valori?

«Siamo una famiglia che crede nell'industria e nella capacità del fare. Un gruppo solido e intorno a questa solidità vogliamo costruire un portafoglio di marchi da far crescere. Tutti con una forte identità».

Quella di nuove acquisizioni è una strategia vincente?

«È una strategia di aggregazione di marchi di accessori iniziata circa un anno fa con l'acquisizione dello storico marchio fiorentino di pelletteria The Bridge, strategia che siamo determinati a portare avanti per generare crescenti sinergie».

Perché Lancel?

«Ci sono nomi e oggetti che entrano nella nostra storia e non si dimenticano. Vedevo nella casa dei miei genitori un portadocumenti rosso di Lancel, un oggetto divenuto parte della mia vita e che vorrei ritrovare perché in qualche modo è stato profetico».

Il punto di partenza qual è stato?

«Ci siamo messi a cercare, in giro per il mondo, realtà che avessero bisogno della nostre sensibilità. Ci siamo imbattuti in Lancel, un bellissimo nome, carico di fascino. Si pensi che la boutique in Place de l'Opera a Parigi è stata aperta nel 1921. Al gusto parigino e alla sua storia affascinante iniziata nel 1876 aggiungiamo un poderoso approccio industriale fatto di velocità e di specificità».

Cosa farà da subito in Lancel?

«Entro in punta di piedi, osservo e mi pongo come un consulente. Ho già detto ai dipendenti: usatemi perché voglio aiutarvi a governare lo sviluppo».

Sono previsti cambiamenti nella produzione?

«Attualmente qualcosa viene prodotta in Francia, altra parte in luoghi sparsi per il mondo. Quest'ultima verrà rilocalizzata nello stabilimento di The Bridge a Firenze».

Piquadro è all'avanguardia tecnologica...

«Dopo aver dotato i nostri zaini di sistema powerbank per ricaricare lo smartphone e di Connequ, il dispositivo per la geolocalizzazione di prossimità che si connette via Bluetooth allo smartphone e allo smartwatch grazie all'App realizzata da noi, siamo andati molto avanti mettendo a punto i sensori per lo smog. Tutte le informazioni relative a questa condizione dell'aria vanno su iCloud cosicché quando siamo in strada possiamo cambiare rotta. Poi abbiamo messo a punto il dispositivo che fa l'inventario delle cose da avere in cartella: se ne abbiamo dimenticata una o più, ce lo ricorda con un suono».

Passi significativi verso il futuro...

«Abbiamo fatto un salto eccezionale: la razionalità è entrata nella creatività, per progerttare prodotti informali, quotidiani e sofisticati. Perfetti per dialogare con le nuove generazioni».