C’è il vaccino anti-cancro

Pochi medici lo sanno, ma il vaccino per l’Hpv (Human papilloma virus) responsabile della maggior parte dei tumori del collo dell’utero, è già in farmacia da una settimana. Dal 1° gennaio del 2008 sarà offerto gratuitamente a tutte le bambine di dodici anni che vorranno farlo e potrà essere somministrato nell’ambito dell’ultimo richiamo vaccinale. Eppure sono tante le famiglie che alla possibilità di far vaccinare le proprie figlie contro un cancro che rappresenta il secondo tipo di tumore femminile sono titubanti. Ecco perché gli esperti della Casa di Cura Villa Montallegro, clinica che ha predisposto il programma «Più donna» per la prevenzione delle patologie femminili, hanno deciso di organizzare una serie di incontri con i pediatri e i medici di famiglia di tutta la Liguria, per informarli su questo importante tema. Il primo appuntamento è oggi alle 18.30, nella sala degli affreschi di Villa Spinola, dove si parlerà di «Hpv: vaccinarsi contro il cancro???». Tra gli esperti che conducono il programma di incontri c’è il Paolo Cristoforoni, ginecologo, tra i più convinti sostenitori dell’importanza del vaccino.
Perché?
«È essenziale sapere che il vaccino in commercio è efficace al 100 per cento contro 4 sottotipi del virus responsabile di tre quarti di tutti i tumori del collo dell’utero. Ci sono tumori che sono causati da altri sottotipi e che sono circa un quarto del totale dei casi. Senza dubbio è già una bella copertura».
A chi è consigliato il vaccino?
«Alle donne dai 9 ai 26 anni, ma in ogni caso soltanto a quelle che non hanno ancora iniziato i rapporti sessuali, e dunque non possono essere ancora entrate in contatto con questo virus che è trasmissibile solo sessualmente».
La bambina che si vaccina non dovrà più fare, una volta adulta, il pap-test?
«No, dovrà farlo comunque, visto che il vaccino copre per tre quarti dei sottotipi dell’Hpv. Ma certamente avrà infinitamente meno probabilità di contagiarsi, visto che non può ammalarsi dei 4 sottotipi per cui il vaccino è efficace al 100 per cento, e ne restano pochi altri».
Le famiglie si chiedono se sia pericoloso.
«Assolutamente no, in nessun caso ha mai dato reazioni sistemiche, ovvero che coinvolgono tutto l’organismo, al massimo, in casi più che rari, si è verificato un minimo arrossamento intorno all’iniezione. Possiamo dire che è innocuo e che al contrario è importantissimo per la salute delle donne».
La Liguria ha previsto un programma di vaccinazione?
«Sì, il prossimo anno la Liguria proporrà la vaccinazione gratuita alle dodicenni. Le famiglie che vorranno potranno vaccinare le figlie: sono stati stanziati due milioni di euro per rispondere a tutte le richieste che perverranno».
E per chi ha figlie più grandi? La vaccinazione è consigliata dai 9 ai 26 anni.
«Il vaccino va pagato. E qui sta il problema, visto che ogni fiala costa 188 euro e per avere la copertura servono due richiami: quindi il costo per ogni ragazza alla fine è di 540 euro. Troppo, ma evidentemente la ditta che lo produce lo considera commerciabilizzabile comunque. Si tratta pur sempre del primo vaccino contro il cancro: chi non lo farebbe?».
Al convegno di oggi - moderato dal giornalista Federico Mereta - parteciperanno anche Roberto Gasparini specialista in Igiene e Medicina preventiva, il ginecologo Claudio Gustavino e Giorgio Conforti, pediatra.