C’è Venus tra la Pennetta e il miracolo

Quando Flavia Pennetta ha chiuso il punto del 3 a 3 nel secondo set - raggiungendo la Garrigues, che stava conducendo per 3 a 1 - si è inginocchiata. Sfinita per quello scambio infinito, fatto di una serie interminabile di incredibili recuperi. Sfinita per un cammino nel wta di Zurigo difficilissimo, dove la 26enne brindisina, si era già tolta lo sfizio - e che sfizio - di eliminare la numero uno del tennis mondiale, la serba Jankovic. Adesso la scorpacciata rischia di diventare colossale. Di quelle che possono dare la svolta a un’intera carriera. Oggi l’azzurra avrà la chance di conquistare il settimo titolo della carriera - il terzo della stagione, dopo i successi di Vina del Mar e di Acapulco, entrambi disputati su terra battuta - e di continuare la scalata nel ranking: la vittoria ottenuta ieri contro la Medina Garrigues consente all'azzurra di assicurarsi come minimo il 14° posto nella classifica Wta. Senza pensare che, vincendo il torneo, la tennista di Brindisi potrebbe salire al numero 12 del mondo e aspirare a chiudere l’anno ad un passo dalla top ten, eguagliando così il best ranking di Silvia Farina e Francesca Schiavone. «È sempre difficile giocare contro un’amica - le prime parole di una raggiosa Pennetta al termine della gara - ci conosciamo molto bene e passiamo spesso del tempo insieme». Quella vista nell’ultima stagione, però, è stata però una Pennetta diversa da quella degli anni passati: «Sono molto cresciuta, sia dal punto di vista della continuità che da quello psicologico: quest’anno ho giocato molto bene due tornei, ma questo è decisamente il migliore», la chiosa ad una stagione vissuta, finalmente, da protagonista.
Questo pomeriggio la Pennetta incrocerà le racchette contro la statunitense Venus Williams, testa di serie numero 3 del tabellone, che ha battuto nella seconda semifinale la serba Ana Ivanovic (4-6; 6-3; 6-4). I quattro confronti diretti tra le due tenniste parlano a favore dell’azzurra, in vantaggio per 3 a 1, vittoriosa negli ultimi tre incontri, l’ultimo dei quali a Mosca la settimana scorsa. Ma, giustamente, la Pennetta opta per un low-profile: «Avevo giocato contro la Jankovic anche settimana scorsa e avevo perso, mentre in questo torneo, sono riuscita batterla: tutto può succedere». Meglio dunque non guardare al passato. Soprattutto quando il futuro non è roseo, di più.