C6, quando l’ammiraglia è di casa alla Citroën

Luigi Cucchi

È indubbiamente un gran ritorno. Molti automobilisti aspettavano da decenni il ritorno di una ammiraglia Citroën: la nuova C6 verrà provata in tutta Europa tra poche settimane e sarà disponibile da gennaio. Presentata in marzo al Salone di Ginevra, una fugace apparizione al Lido di Venezia all’inizio di settembre durante il Festival del cinema, poi alla rassegna di Francoforte, dove si è fatta di nuovo ammirare.
Arriva dopo cinquant'anni dalla nascita della leggendaria Citroën DS, lanciata a Parigi nell’ottobre del 1955 di cui è l’erede. Oggi Citroën produce tante auto di successo: la C1, la C2, la C3, la C4, la C5, il grande monovolume C8. Allora l’offerta era limitata solo a due modelli: la mitica 2CV e la DS, l’auto più innovativa dell’epoca, nata con tredici brevetti esclusivi. Insuperabile per comfort e spaziosità, un autentico salotto viaggiante, è l’ammiraglia che ha fatto sognare migliaia di automobilisti. È stata l’auto dei Capi di Stato. La si vedeva davanti all’Eliseo, con il grande De Gaulle che la considerava un simbolo dell’innovazione francese, quasi come il Concorde. È stata apprezzata in tutta Europa ed è ricordata con passione e nostalgia: pochi sanno che è stata disegnata da un italiano, Flaminio Bertoni, in quegli anni responsabile del design Citroën.
Nessun’altra vettura l’ha mai sostituita nel cuore di chi l’ha veramente conosciuta. Con i suoi fari girevoli che squarciavano le tenebre, le sospensioni idropneumatiche che le consentivano di viaggiare su tre ruote, la linea rivoluzionaria che l’aveva fatta paragonare a uno squalo, era diventata un simbolo della Francia, quasi come Josephine Baker che aveva conquistato l’affetto di tutti i francesi per il suo passaggio dalle scene dell’Olympia alla lotta partigiana. Negli anni ’90 è arrivata la XM, una grande auto, innovativa, per molti anni scelta da 5–7mila italiani, ma che non ha colmato il vuoto lasciato dalla DS. Molti pensavano che Citroën non si sarebbe più dedicata alle ammiraglie, un terreno ormai predominio delle case tedesche.
Nel 1999, invece, in prima mondiale, al Salone di Ginevra è stata presentata una concept car: la C6 Lignage, un prototipo aerodinamico, frutto di tanta creatività che anticipava una possibile Citroën di alta gamma. Anche nel nome il prototipo ricordava le 60mila ammiraglie prodotte dalla casa francese tra il 1928 e il 1933. La nuova C6, ricorda Alain Favey, direttore generale di Citroen Italia avrà due propulsori: un Diesel biturbo di 2.7 litri, con 208 cavalli, tra i più competitivi e un 3 litri a benzina. Verrà prodotta in Bretagna (Rennes) in 25mila esemplari, mille destinati all’Italia. Il prezzo è compreso tra 43 e 56mila euro.
«È un’automobile – precisa Favey – che offre benessere e invita a viaggiare in serenità; sono sicuro che consoliderà l’immagine Citroën».