Cabello, Gnocchi e D’Amico tre volti per restare in rete

Tra tagli, scioperi e perdite economiche il canale Telecom prepara il palinsesto per l’inizio 2009

Milano - Tanto per cominciare, nei prossimi mesi non ci sarà Crozza. Fatto che non dispiacerà al presidente del Consiglio che solo qualche giorno fa si era lamentato di essere preso troppo in giro nello show del comico. Ma la ragione questa volta è dovuta ai tagli. Sì, perché, nella nuova strategia aziendale scelta da Telecom Italia Media (il polo televisivo della società telefonica) tutta rivolta al risanamento dei conti, uno dei risultati più evidenti per i telespettatori de La7 è il ridimensionamento o la fuoriuscita di volti noti. Dunque: Chiambretti è emigrato a Italia Uno (in onda dal 20 gennaio), Daria Bignardi ha terminato il suo ciclo autunnale delle Invasioni Barbariche la settimana scorsa (si rivedrà su Raidue da marzo).

Le altre star invece restano, ma in versione ridotta: insomma, un numero minore di puntate per programmi che - in quanto autoprodotti - costano parecchio. Il discorso vale per Crozza, che tornerà in autunno, saltando dunque - al contrario della scorsa stagione televisiva - l’edizione primaverile. E per Ilaria D’Amico e Gad Lerner: entrambi si rivedranno a breve (la prima a marzo e il secondo il 26 gennaio) ma in versione un po’ ridotta.

Però, nonostante le dipartite, nonostante le forti perdite economiche, nonostante il duro conflitto sindacale interno dovuto all’annunciato piano di allontanamento di 25 giornalisti, la piccola rete di Telecom Italia sembra non arrendersi. Così risulta, almeno, dal riscontro del pubblico. I dati dell’Auditel confermano un buon andamento: la rete viaggia con una media giornaliera superiore al tre per cento di share. Poca cosa, certo, rispetto alle grandi, però in aumento e in controtendenza rispetto a quasi tutti gli altri canali in chiaro che hanno avuto segni di flessione nell’ultimo anno. Solo l’altro ieri sera, per citare un esempio, il programma «Impero» di Valerio Massimo Manfredi che tratta i grandi temi dell’antichità ha realizzato il 3,4 per cento di share con 900mila spettatori. Exit, Le Invasioni barbariche e Crozza Live in autunno hanno sempre raggiunto ottimi ascolti, le partite di rugby superato il 7 per cento, il recente speciale sull’omosessualità nel calcio raggiunto l’8. Nella Sardegna passata al digitale terrestre, il canale ha avuto un forte incremento.

Dunque, stretta nella tenaglia tra il diktat dell’amministratore delegato Giovanni Stella di ridurre i costi e la necessità di non perdere spettatori, come si prepara la rete ad affrontare il 2009? In campo - parliamo solo delle serate - il direttore Lillo Tombolini, che ha preso il posto di Antonio Campo Dall’Orto, lancia come volti nuovi Victoria Cabello e Gene Gnocchi. Sembra sfumata invece la trattativa, annunciata, con Corrado Guzzanti. La ienetta di Mtv, da marzo, prenderà il posto che in palinsesto era di Chiambretti (che costava molto di più) con una striscia in seconda serata tutta giocata sulle interviste e probabilmente si scontrerà direttamente con l’ex collega in onda per tre sere la settimana su Italia Uno. Per Gene Gnocchi le trattative sono abbastanza avanzate: per lui uno show ritagliato su misura.

In attesa, il primo gennaio una chicca imperdibile: il racconto teatrale di Marco Paolini. In prime time, la sera del primo gennaio, in diretta dall’ex tribunale di Padova, il grande attore che prepara i suoi spettacoli con una accuratezza maniacale, proporrà un testo che prende vita dai suoi Album, costruiti in vent’anni. Il 19 gennaio andrà in onda in esclusiva il film di Oliver Stone «W», dedicato al presidente americano Bush. Per il resto la rete si affida alle partite di rugby, come detto a Exit e all’Infedele, e a «Ndp» (Niente di personale), l’approfondimento di Antonello Piroso, dal 16 gennaio in prima serata. Il direttore delle news de La7 in questo momento si trova in mezzo a una bufera, criticato e osteggiato internamente per essersi schierato dalla parte dell’azienda nella vertenza tesa a portare alla riduzione di 25 giornalisti (sui 90 del Tg), trattativa per ora rinviata a gennaio. La riduzione del personale si accompagna alla vendita di parti di Telecom Italia media: la pay tv (le carte prepagate del calcio) è andata al gruppo Airplus. Si sta cercando un compratore anche per l’Apcom, l’agenzia di stampa. Insomma, si punta tutto su La7 e Mtv integrate con l’Iptv, la Tv via Internet che entra nelle case via cavo telefonico, Telecom ovviamente.