Cabello, Gnocchi e Guzzanti per dimenticare Pierino e Daria

I tre artisti daranno un nuovo volto alla rete nel 2009. In autunno non ci sarà Chiambretti, la Bignardi sì, ma solo fino a Natale. Presentato il palinsesto dell'emittente basato sui tagli ai costi e più pubblicità

Milano - Corrado Guzzanti, Gene Gnocchi, Victoria Cabello. Sono le new entry in arrivo a La7 nel 2009. Basteranno a sostituire Pierino Chiambretti, Daria Bignardi e Giuliano Ferrara? Non sarà facile: i tre personaggi che sono andati o stanno andando via da La7 non solo realizzavano programmi di ascolto superiore rispetto alla media della rete di Telecom, ma fungevano anche da traino, da richiamo, da illuminazione per tutto il resto del palinsesto. Una tv di nicchia, ma che tanto piaceva a un pubblico più «alto». E ora dove si va? Lo hanno spiegato ieri mattina i nuovi vertici della rete, l’amministratore delegato Giovanni Stella e il direttore (ex braccio destro del precedente responsabile Antonio Campo Dall’Orto) Lello Tombolini.

La sostanza è: risparmiare, puntare sulla redditività dei programmi e aumentare gli introiti derivanti dalla pubblicità. Nella stagione autunnale, gli affezionati non si troveranno una Tv stravolta, rivedranno i programmi in onda anche la scorsa stagione, tranne le Markette di Chiambretti (per Pierino sembra prendere sempre più corpo il passaggio a Mediaset, in particolare a Italia Uno dove i suoi show indiavolati, magari le Markette rivisitate, potrebbero trovare un giusto terreno). Su La7 resteranno invece le Invasioni barbariche di Daria Bignardi. Ma solo fino a Natale. Poi, come già rivelato da indiscrezioni, a inizio del prossimo anno la giornalista passerà su Raidue, dove dovrebbe riproporre le sue interviste ironiche con una nuova formula (tutta da definire la questione contrattuale, visto che lei è legata a La7 fino a giugno 2009 e la rete spera ancora in un ripensamento). Motivo dell’abbandono dei due? In sostanza, la rete non vuole più investire in quelli che l’ad definisce «margini di contribuzione negativi, ossia l’eccessiva differenza tra costi e ricavi dei programmi». Quindi per entrambi, non disposti a scendere sotto alcuni standard, si sono aperte «consensualmente altre strade».

Persi questi due volti, insieme a Giuliano Ferrara che ha dato l’addio alla Tv per impegnarsi nella sua lotta anti abortista, è cominciata una campagna acquisti per aggiudicarsi volti di richiamo. Appunto, come si diceva all’inizio, Cabello, Gnocchi e Guzzanti. Che porteranno programmi nuovi e dovranno costituire l’elemento di discontinuità della prossima stagione primaverile, quella che dovrebbe dare un volto nuovo alla rete.

Ma vediamo nel dettaglio cosa si vedrà in autunno. Il nodo da sciogliere è Otto e mezzo: non sono stati ancora decisi i conduttori che prenderanno il posto di Ferrara e Ritanna Armeni, si pensa a volti televisivi più che a giornalisti della carta stampata. Per il resto: al mattino un’ora in più per Omnibus che durerà fino alle 10,30. Nella fascia più importante, il prime time, L’Infedele di Gad Lerner viene spostato al lunedì. Una scelta precisa: aprirà la settimana della rete e anche dei programmi di approfondimento di tutti i canali. Al martedì reality (Sos tata), al mercoledì Exit di Ilaria D’amico, al giovedì Stargate, al venerdì le Invasioni Barbariche, al sabato film italiani (con l’apertura di Valigia dei sogni condotto dal figlio di Walter Chiari, Simone Annicchiarico), alla domenica Vivo per miracolo di Marco Berry e (dal 19 ottobre) Crozza Italia. In seconda serata Malpelo, inchieste giornalistiche realizzate da Alessandro Sortino, le serie americane Dirt, LWorld e l’approfondimento sportivo Victory. Si vedrà anche Istantanea, istant movie sull’attualità introdotti da Rula Jebreal.

Tutto questo in un’ottica: ridurre il passivo che rasenta i 90 milioni di euro mantenendo la qualità. «Questo palinsesto - dice Giovanni Stella - mostra che la nostra rete è viva e vegeta, contro tutti quelli che la vogliono vedere morta. Fino a che punto ridurremo il disavanzo? Sono numeri che non darò mai, ma certamente ci vorrà tempo». Ma a quale futuro è destinata una piccola barca che incrocia navi immense? «Quello che il mercato ci consente senza tante fantasie, confidando che il passaggio al digitale terrestre nel 2012 sia salutare anche per noi».