«Caccerò dalla sanità i manager politicizzati»

RomaOnorevole Stefano Caldoro, candidato del centrodestra per le Regionali in Campania, ora conosce il nome del suo avversario: Vincenzo De Luca.
«Noi non abbiamo atteso le indicazioni del centrosinistra per avviare la campagna elettorale. De Luca è un amministratore di una città come Salerno, ma ha una lunga storia che parte dal Pci e si conclude nel Pd. Insomma, è una scelta politicizzata».
Il centrosinistra è diviso. Dopo che per mesi si è puntato l’indice contro Berlusconi e Cosentino si sceglie un candidato oggetto di attenzioni delle Procure? Doppia morale?
«Ci dispiace per il clima di rissa e di litigi nella parte avversaria. Io sono un garantista a trecentosessanta gradi. Ho sempre considerato un grave errore usare le vicende giudiziarie come uno strumento di lotta politica perché si possono ritorcere contro chi cerca di sfruttarle, come nel caso attuale».
A sinistra alcuni, tra i quali Nichi Vendola, rinfacciano a De Luca il passato di sindaco-sceriffo. Non la preoccupa questo confronto in un momento in cui immigrazione e criminalità organizzata diventano due facce della stessa medaglia?
«Salerno ha centomila abitanti. È una cosa diversa avere a che fare con l’area metropolitana di Napoli che arriva fino a Caserta. E bisogna intervenire conoscendo bene il territorio che è uno di quelli a più alta densità abitativa. Contano i fatti: il governo ci ha messo a disposizione gli strumenti come il piano Sud e il piano contro la criminalità. Si tratta di utilizzarli al meglio perché queste battaglie non si vincono solo con la repressione».
Qualche esempio?
«L’esempio calzante è quello dei manager della sanità scelti in ragione dell’appartenenza ai partiti. Bisogna far uscire la politica dalla sanità: chi non raggiunge gli obiettivi deve essere rimosso o dimettersi immediatamente».
L’alleanza del Pdl con l’Udc in Campania è considerata una priorità. Ancor di più dopo De Luca?
«Discutiamo solo di scelte programmatiche. Amministriamo insieme le province di Napoli, Salerno e Avellino con risultati positivi. I sondaggi evidenziano un aumento del gradimento dei nostri presidenti. Dopo 15 anni di opposizione al malgoverno del centrosinistra abbiamo maturato sensibilità comuni. Non siamo certo nel vecchio schema dei partiti: le alleanze non si fanno per discutere di posti».
Ma l’Udc è all’opposizione del governo.
«Condivido la scelta bipolare di Berlusconi di confrontarsi solo con il Pd. L’Udc ha una linea nazionale che io non condivido».
Le tensioni nel Pdl peseranno sulla campagna?
«In tempi rapidissimi abbiamo trovato unità e intesa. Il nostro clima unitario rappresenta l’esatto contrario della guerra che c’è dall’altra parte».
Il programma a cosa punta?
«Dobbiamo rappresentare il segnale del cambiamento, far dimenticare la cattiva politica del Sud assistenzialista legato a logiche di potere e costruire il Sud del merito. Tra i temi più sentiti c’è il Piano casa che l’attuale legge regionale ha depotenziato. Il nostro obiettivo è cambiarla».
Non sarà facile con un debito sanitario campano di 7,7 miliardi ereditato dalla gestione Bassolino.
«Non è solo il debito, l’eredità sono i mutui con scadenza 2037 che avremo sulle spalle pur non avendone la responsabilità. La nostra è la sanità più costosa d’Italia senza che abbia la stessa qualità della Lombardia e del Veneto. Ci sono sprechi evidenti».
Quanti ospedali chiuderete?
«Più che di chiusura è meglio parlare di riorganizzazione. Molti piani sulla sanità sono rimasti lettera morta. Bisogna cambiare perché non si può continuare a gravare sui cittadini e sulle imprese con le addizionali Irpef e Irap. Un’inversione di tendenza si può attuare da subito».
Taglierà le tasse?
«Sì. Però dobbiamo rispettare il piano di rientro stilato con il governo perché la sanità è commissariata, ma quando recupereremo risorse il primo impegno è il progressivo e graduale abbassamento delle addizionali».
Come intende gestire i Fondi Ue visto il precedente bassoliniano dei corsi per veline?
«È fondamentale il piano Sud del presidente Berlusconi che a breve sarà presentato. Lo scopo è coordinare l’utilizzo dei fondi su obiettivi strategici come le grandi reti di trasporti, la logistica e la valorizzazione del turismo e dei beni culturali. Basta con i microprogetti legati a logiche assistenziali».
E i rifiuti?
«Andremo avanti con la realizzazione del progetto dopo che il governo Berlusconi ci ha riportati alla civiltà».