Caccia agli abiti dei telefilm In vendita una vita da star

La nuova mania: negozi e siti offrono scarpe e vestiti indossati in scena. Prezzi da 15 a 220 euro

Londra - Quattro anni fa centinaia di donne avevano sfidato i rigori dell’inverno newyorkese per assicurarsi almeno uno degli esclusivissimi abiti di scena di Sex and the City. Una sfilata del lusso ancor prima che una serie tv di successo. Sarah Jessica Parker e le altre, attrici internazionali ma soprattutto formidabili testimonial per le grandi firme. Gli organizzatori dell'asta benefica quella sera avevano addizionato all'irresistibile fascino dell'alta moda la forza attrattiva dello star-system. Il risultato, un successo. E il marketing ha così scoperto una nuova categoria di clienti: i teledipendenti. Non solo vestiti, ma accessori, automobili, elettrodomestici, prodotti elettronici: l'intero set scomposto e venduto su richiesta. Negli Stati Uniti sono ormai decine i negozi vicini agli studios hollywoodiani che offrono qualsiasi «pezzo» delle scenografie: suppellettili, mobili, quadri. Un mercato, in rapida espansione, che per pochi dollari regala a chiunque l'ebbrezza della celebrità.

Le radici negli anni ’80
La prima ad intuire che gli abiti delle star potessero attirare un simile interesse è stata Jan Hallman Dion, ex costumista della CBS. Nei primi anni '80 organizzò un'asta di beneficenza per la sua emittente televisiva. Al posto dei soliti cimeli decise di mettere all'incanto gli abiti di scena. In meno di un'ora l'intero guardaroba si dileguò per circa 10mila dollari. Aveva scoperto un nuovo business che oggi fattura milioni di euro. Pochi anni dopo Dion apriva il suo primo negozio, Retake Room, poi chiamato It's a Wrap! (movieclothes.com). Una mecca del feticismo da piccolo schermo. Alle pareti memorabilia uniche nel loro inimitabile kitsch, come i mutandoni stile Rocky di Sylvester Stallone e i costumi iper-attillati indossati dalle bagnine di Baywatch, non in vendita. «Gli abiti ovviamente sono i pezzi più venduti, non solo perché facilmente riconoscibili dai fans, ma soprattutto perché di ottima qualità ed economici. Il più' delle volte sono stati indossati una sola volta, quindi si possono acquistare vestiti praticamente nuovi a prezzi stracciati», spiega la figlia Tiara.

«Sex and City» mania
A distanza di oltre 20 anni non c'è una serie Tv, da Melrose Place ai Sopranos a Desperate Housewises, che non abbia un suo codice a barre, un suo scaffale, da It's a Wrap!. Polvere di stelle per tutti. «Grazie a Internet ora abbiamo clienti da ogni parte del mondo», sostiene Tiara. La rete ha allargato il mercato, rendendo più facile gli scambi tra i collezionisti. Così i negozi online - quali seenon.com o starbrand.tv - in poco tempo, oltre a triplicare i fatturati, si sono trasformati in crocevia di illusioni e shopping, dove è possibile acquistare lo stesso profumo di Angelina Jolie, gli occhiali Persol utilizzati da Daniel Craig in versione James Bond, il videogame con il quale una volta è stato fotografato Justin Timberlake. Ad andare a ruba, però sono le Manolo Blanick di Sex & the City, vero fenomeno di culto della televisione anni novanta e inizio 2000. Così come Friends: le magliette usate da Jennifer Aniston sono il pezzo forte. Stesso discorso per Law and Order, la serie degli avvocati che ancora oggi riscuote enorme successo.

Fenomeni da collezionismo
Tra mania e feticismo, memorabilia per cinefili e paccottaglia destinata al più irriducibile dei fans. La scorsa settimana un'asta a Londra ha raccolto alcuni degli storici cimeli di Hollywood: la vestaglia rossa di Julia Roberts in Pretty Woman, l'intero guardaroba di Penelope Cruz in Volver. L'incasso, poco meno di mezzo milione di euro. Ma anche per le aziende questo insolito mercato ha rappresentato una nuova occasione. Negli Stati Uniti i fornitori fanno a gara per avere l'esclusiva dell'arredamento di un reality, di una sitcom, di qualsiasi programma tv. Delivery Agent, una piccola società di San Francisco, ha stretto accordi con le emittenti Abc, Nbc per oltre un milione di euro. Piuttosto che investire in pubblicità - hanno pensato quelli di Delivery Agent - molto meglio presentare direttamente i prodotti nascosti tra le pieghe della sceneggiatura. E anche in questo caso la vicinanza ai divi del piccolo schermo ha pagato, sotto forma di marchio di garanzia.