Caccia agli evasori e ai trafficanti: per la Gdf cinque mesi da record

Non era in divisa. Non era in servizio. È intervenuto lo stesso, il maresciallo. E ha estratto dall’auto due persone rimaste coinvolte in un incidente. Salvando loro la vita. Così l’appuntato. Lui, nella farmacia, ci si è trovato mentre era in corso una rapina. Gli è stata puntata contro una pistola. Ha sventato il colpo. Poi le indagini nel settore tributario e le operazioni contro le frodi commerciali e fiscali, che hanno permesso di recuperare centinaia di milioni di euro. Sono i 21 encomi solenni consegnati ieri ai militari della Guardia di finanza, nel corso della cerimonia per il 234° anniversario della fondazione delle Fiamme gialle.
Una festa, in presenza dei rappresentanti delle Istituzioni (tra questi, il ministro degli Esteri Ignazio La Russa, il governatore Roberto Formigoni e il presidente della Provincia Filippo Penati), e un’occasione per fare un bilancio dei primi cinque mesi di attività svolta dai finanzieri a Milano e provincia. E si tratta di numeri da record. In particolare, sono stati individuati per il recupero più di 2 miliardi di euro in materia di imposte dirette, e oltre 86 milioni di Iva. Accertati, poi, 26 milioni di danni erariali. Per quanto riguarda il «sommerso», i finanzieri hanno scoperto ottantaquattro evasori totali, e 165 i lavoratori irregolari e in nero. Ancora, quasi mille e 500 chili di sostanze stupefacenti sequestrate, e 900mila capi di merce contraffatta.
Dalla tutela delle entrate, al contrasto agli sprechi degli enti pubblici (anche in collaborazione con la Corte dei Conti della Lombardia), dalle frodi ai bilanci dell’Unione europea, fino a quelle che hanno coinvolto il sistema sanitario nazionale. Molte, negli ultimi mesi. Inclusa l’indagine sulla clinica Santa Rita. Un lavoro durato due anni, nato proprio da un’ipotesi di truffa e alla fine in grado di rivelare - secondo l’accusa degli inquirenti - un «protocollo» fatto di interventi inutili e dannosi di cui sono stati vittime decine di pazienti.
Nel corso della cerimonia di ieri, il generale di Corpo d’armata Daniele Caprino ha ricordato «il valore della militarità per la Guardia di finanza». «Un valore irrinunciabile - ha aggiunto - da cui discendono quelli dell’onore, della lealtà, della disciplina, della solidarietà, del senso di sacrificio, del dovere, dell’impegno professionale e del rispetto della legalità». Le Fiamme gialle, ha concluso il generale, «costituiscono oggi un moderno organismo di polizia economico-finanziaria che partecipa a pieno titolo da protagonista alla realizzazione della sicurezza economica del nostro Paese».