Caccia ai fratellini scomparsi il padre indagato per sequestro

Bepi Castellaneta

da Gravina in Puglia (Bari)

Il blitz è scattato un'ora dopo la mezzanotte, quando il buio avvolgeva questo paese segnato da una ragnatela di grotte e cunicoli che da oltre tre mesi sembra aver inghiottito il destino di due ragazzini. A quell'ora la polizia ha bussato alla porta di casa di Filippo Pappalardi, poi ha perquisito l'appartamento e gli ha notificato un avviso di garanzia: lui, il padre di Francesco e Salvatore, i fratellini di 13 e 12 anni spariti il 5 giugno a Gravina in Puglia, è indagato per sequestro di persona. È questa la prima svolta in un'inchiesta scandita da settimane di ricerche senza esito, un'indagine che si è trasformata in un autentico rompicapo dopo una serie di ipotesi che si sono accavallate con il passare dei giorni.
«Sono sereno ma stanco», dice Pappalardi, il camionista che ha denunciato la scomparsa dei figli e che adesso è sospettato di averli rapiti, l'uomo che più volte si è presentato in televisione per lanciare appelli poi inesorabilmente caduti nel vuoto, l'uomo che ha seguito passo dopo passo le frenetiche perlustrazioni in questa fetta impervia della Murgia barese e che quando si è sparsa la voce di un avvistamento si è precipitato in campagna e si è affacciato su uno di quei dirupi gridando «Ciccio, Tore, dove siete?». «Voglio solo essere aiutato a trovare i miei figli, l'avviso di garanzia non ha modificato né la mia posizione né il mio stato d'animo», dice il padre dei ragazzini mentre le indagini vanno avanti e ripartono proprio da qui, dalla scorsa notte, perché sempre ieri la polizia ha eseguito controlli sulla macchina e in alcuni terreni nella disponibilità del camionista. Gli investigatori sono a caccia di riscontri, cercano elementi che diano sostanza ai sospetti che si sono fatti largo ormai da qualche giorno nell'inchiesta. E così alcuni oggetti trovati vengono passati al setaccio con il luminol per verificare l'eventuale presenza di tracce ematiche.
«Il mio cliente è sereno, è andato regolarmente al lavoro», dichiara Angela Aliani, l'avvocato di Pappalardi. Il legale conferma che «sono stati compiuti accertamenti in casa, sulla sua auto e negli altri luoghi che sono nella sua stretta disponibilità» e precisa che l'avviso di garanzia «è un atto dovuto» e che comunque «è bene che si faccia chiarezza». Sulla svolta nell'inchiesta è intervenuto anche il procuratore, Emilio Marzano, il quale parla chiaro e dichiara che sulla scomparsa dei due fratellini di Gravina in Puglia ci sono «indicazioni testimoniali che ci portano a credere che la figura di Pappalardi possa in qualche modo essere coinvolta». Il magistrato si mantiene cauto ma spiega che i testimoni dicono di aver «assistito a circostanze dalle quali si potrebbe desumere che forse il padre li abbia visti» alle 21.30 del 5 giugno, cioè quando si erano già perse le loro tracce. Ma non è tutto, perché all'esame degli investigatori c'è un'altra testimonianza: un ragazzino infatti avrebbe raccontato di aver visto i fratellini mentre salivano sulla Lancia Dedra del padre. Un racconto tutto da verificare.
Lui, Filippo Pappalardi, è stato ascoltato più volte dalla polizia: dice che non è vero, ripete che è tutto un errore, che quella sera era in giro per le strade di Gravina in Puglia ma solo per cercare i figli.
La storia di Francesco e Salvatore, è la storia di due fratellini contesi, da tempo al centro di una disputa familiare dopo la separazione dei genitori. Il giudice minorile li ha affidati al padre, loro hanno detto in giro che sarebbero scappati. Ecco perché in un primo momento s'è fatta strada l'ipotesi di una fuga ed ecco perché, quando è apparso chiaro che non poteva trattarsi di un allontanamento volontario, i sospetti della polizia si sono concentrati sulla madre, Rosa Carlucci. Ma questa pista è stata messa da parte, così come tutte le altre.