Caccia ai genoani nel mondo

È nato ufficialmente il comitato «Genoani nel mondo» della fondazione Genoa, nuovo punto di riferimento della comunità rossoblù internazionale. Dal Sudamerica, dove sono forti le radici genovesi soprattutto in Argentina e Venezuela, alla California o allo Stato di New York, è iniziata la mappa dei Grifoni sparsi per mille motivi in ogni angolo del pianeta. Ci sono dati demografici sul capoluogo ligure che esulano dal calcio che devono far riflettere. Genova dal ’91 al 2001 ha visto partire 51.000 residenti di età compresa dai 15 ai 44 anni. Il Genoa cerca di ritrovare le proprie radici anche in chi è lontano perché ha dovuto emigrare: «Lo faremo con tante iniziative – ha spiegato il presidente del comitato Giorgio Guerello – compreso quello di contattate i tifosi rossoblù che gestiscono locali in India come nell’Ontario. E poi attraverso il sito della Fondazione, con i numerosi contatti che si susseguono potremo fare una vera e propria mappatura dei genoani nei cinque continenti. Pensiamo che c’è chi si adopera a far vendere magliette del Grifone dove non le vede esposte vicine a quelle di Inter e Juventus per fare degli esempi. Raccoglieremo loro proposte e testimonianze come quel residente in Lussemburgo che ha come targa il 1893 in onore alla nascita del Genoa».
Saranno poi i genoani a inventare il logo che accompagnerà il comitato genoani nel mondo che oltre dal presidente Guerello è composto da Davide Viziano, Enrico Montolivo, Enrico Maria Benedetti, Damiano Costa, Corrado Levo, Cristina Moresino, Maurizio Pezzolo, Isabella Rhode e Luca Svampa. Intanto continua la ricerca di cimeli e testimonianze per la mostra e soprattutto per il museo del Genoa. E c’è chi ha portato una collezione del Guerin Sportivo del 1923 e del ’24, stagione che culminò con la vittoria dell’ultimo scudetto del Genoa. Infine la Fondazione ricorda anche la possibilità di destinare il 5 per mille alla causa rossoblù. L’anno scorso sono stati 3.800, più di quanto ha ottenuto la Fondazione Milan.