Caccia ai killer dell’edicolante Ci sono impronte e testimoni

In tasca aveva mille euro, il bottino «mancato»

da Napoli

Salvatore Buglione, il dipendente comunale ucciso due sere fa a Napoli mentre si trovava nell'edicola della moglie da tre rapinatori, era innanzitutto un uomo coraggioso. Negli anni scorsi, infatti, fece arrestare quattro ladri che gli avevano svaligiato un deposito che gestiva nella zona della Stazione centrale. «Salvatore era un uomo che aveva un senso della giustizia molto alto: per lui la verità veniva al primo posto. Non mi meraviglio che abbia reagito ai banditi che volevano portargli via l'incasso di una dura giornata di lavoro», spiega una donna che abita in via Pietro Castellino, luogo dove lunedì sera Buglione è stato ucciso.
Ad accoltellarlo sarebbero stati tre malviventi, poi fuggiti verso la zona bassa del Vomero dove, ad attenderli, probabilmente si trovava un quarto complice a bordo di un'auto. Una coraggiosa testimone, un'anziana, ha visto Buglione barcollare, colpito dal fendente che gli ha spaccato il cuore in due parti e i tre assassini darsi alla fuga. La Scientifica ha rilevato diverse impronte digitali sulla porta dell'edicola: tra queste potrebbero esserci quelle di almeno uno dei tre criminali. Nell'edicola gli investigatori hanno trovato alcuni giornali a terra e una macchia di sangue. In tasca a Buglione gli investigatori hanno trovato il prezzo della sua vita: mille euro che i rapinatori non sono riusciti a prendergli. Venerdì ci sarà una fiaccolata contro il delitto.