Caccia ai ministri, dopo Bondi adesso tocca alla Brambilla

«Dagli al ministro», atto secondo. Dopo il fuoco di fila contro il responsabile della Cultura Sandro Bondi, su cui pende una mozione di sfiducia, ora è la volta del ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla. Dal Pd a Idv è un coro: deve dimettersi. Il motivo? Un accertamento da parte della Corte dei Conti, che in seguito a un’inchiesta pubblicata qualche giorno fa dal Fatto quotidiano a proposito di alcune consulenze del dicastero, ha aperto un’inchiesta per danno erariale, in modo da verificare se siano stati commessi abusi o sprecati soldi pubblici. Insomma, un atto dovuto. Il ministro Brambilla non ci sta. E in una nota smentisce tutto e si dice pronta a fornire tutti i chiarimenti necessari ai giudici contabili.
L’indagine prende spunto da un articolo pubblicato lo scorso 13 novembre dal Fatto, dal titolo «Ufficio di collocamento Brambilla». Nel mirino una decina di consulenze, affidate ad altrettante persone che hanno avuto o hanno a che fare con l’ala movimentista del Pdl di cui il ministro Brambilla è l’animatrice, dai Circoli all’ormai ex tv della Libertà. Di qui l’apertura di un’istruttoria da parte della Procura della Corte dei conti del Lazio. Gli stessi giudici contabili sottolineano che è «necessario» esaminare i contratti, e che saranno chiesti i necessari chiarimenti al ministero per stabilire se le consulenze erano necessarie o meno e se gli esperti chiamati abbiano davvero i requisiti necessari.
Chiarimenti che il ministro Brambilla si dice pronta a dare. «L’eventuale indagine cui si fa riferimento – sottolinea in una nota – è stata avviata sulla base di articoli pubblicati da un quotidiano che fa del tentativo di gettare discredito sull’azione di governo la cifra della sua linea editoriale. I contenuti di tali articoli sono assolutamente privi di fondamento e volti unicamente a strumentalizzare fatti e circostanze di tutt’altra portata, come troppo spesso accade in Italia. La nota del ministero «nell’esprimere piena considerazione nei confronti dell’operato della Procura della Corte dei Conti alla quale sarà fornita, ove venga richiesta, tutta la documentazione necessaria», riafferma «l’assoluta trasparenza e la piena legittimità e correttezza del ministero del Turismo», ed «esprime rammarico che possano essere diffuse tali notizie all’unico scopo di creare una gogna mediatica, essendo ben noto che la Procura della Corte dei Conti prende doverosamente in esame qualunque notizia pubblicata dai giornali che possa avere una qualche rilevanza sotto il profilo contabile».
Per Pd e Idv la sentenza è già emessa: il ministro Brambilla deve dimettersi. Ma dal Pdl sono numerose le voci a difesa della Brambilla. Cita Agatha Christie il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto: «Il modello di riferimento della sinistra è quello dei “Dieci piccoli indiani”. Non essendo riusciti a far cadere il governo Berlusconi hanno come linea quella di chiedere le dimissioni dei singoli ministri. Tutto ciò sarebbe grottesco se non fosse tragico». Proprio Bondi, come coordinatore del Pdl esprime «piena solidarietà al ministro Brambilla per la solita brutale, infondata e completamente inventata campagna di denigrazione che scatta ormai come una caccia all’uomo da parte della sinistra», mentre il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, parla di «polverone». In campo per la collega ministro, compatto, l’intero governo. Sicuri della correttezza della Brambilla i ministri per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, e della Difesa, Ignazio La Russa. «Conoscendola – dice La Russa – sono convinto che sarà dimostrata la totale correttezza del suo operato. Il nervosismo e le strumentalizzazioni sono solo il frutto dello stato confusionale dovuto alla recente sconfitta in Parlamento».