Caccia all’uomo che ha sterminato la sua famiglia

da Benevento

Una strage familiare, provocata dall’odio verso i parenti e dal crescente bisogno di denaro. Tre persone sono state uccise e altre due sono rimaste ferite, due notti fa a Benevento. Compiuto il massacro, il presunto assassino, Eduardo Iannace, disoccupato, tossicodipendente e affetto da problemi di mente, ha abbandonato il pugnale con il quale aveva ucciso la nonna, Olimpia Catalano, 101 anni, la madre Lina Catalano, 72 e la sorella disabile, Mariella, 38, ed è fuggito.
Iannace si è infilato nella sua Fiat Punto di colore blu e, da quel momento, è sparito come nel nulla. I carabinieri e la polizia lo stanno cercando dalle 22 di giovedì, cioè, pochi minuti dopo il massacro familiare di via Don Luigi Sturzo, quartiere di Santa Colomba, nella zona dello stadio di Benevento. Alla morte sono sfuggiti il papà dell’assassino, Giovanni Iannace, 75 anni, ferito dalle pugnalate ma non in pericolo di vita e la badante ucraina della nonna, di 40 anni. Subito dopo la strage, i carabinieri e gli agenti della squadra mobile hanno cominciato una gigantesca caccia all’uomo, insolita in luoghi tranquilli come il Sannio. Gli investigatori hanno il timore che l’uomo in fuga possa uccidere ancora, che possa decidere di togliersi la vita. E per questo motivo sono stati presidiati i ponti e i passaggi a livello del Beneventano. Gli investigatori hanno ricostruito la personalità di Iannace, definito un violento, mai andato d’accordo con la famiglia d’origine, ma anche con la ex moglie (dalla quale ha avuto due figli, uno di 6 e l’altro di 8 anni) e con i suoi parenti. \