Caccia alle lepri, a Linate decollano le polemiche

Cacciate le lepri, a Linate sono rimaste le polemiche. «Siamo pronti a sporgere denuncia», ha dichiarato il responsabile della Lav Giacomo Ferrara. Gli animalisti, infatti, non si fidano. Temono che le lepri siano state maltrattate durante la battuta di caccia organizzata nello scalo milanese per liberare la zona dai roditori invadenti. «Se dovessimo scoprire che hanno ricevuto sofferenze inutili - ha ribadito Ferrara - interverremo».
Sotto i riflettori dei fotografi, le operazioni di cattura sono iniziate ieri mattina alle cinque. La sera prima erano già stati sistemati sulla pista quattro chilometri di rete alta 120 metri e all’alba hanno fatto capolinea a Linate i battitori. In tutto 208 tra cacciatori, guardie ecologiche e volontari di associazioni faunistiche. Giubbotto catarifrangente, alcuni armati di fiato, altri con il fischietto tra le labbra, i battitori hanno cominciato a fare un gran rumore per destare gli animali dai loro nascondigli. Fischi, urla e suoni. Come trottole impazzite, le lepri hanno iniziato a correre sulla pista deserta e poi verso le reti, cadendo in trappola. A quel punto mani esperte le hanno riposte in gabbie rigorosamente di legno, materiale scelto per non farle soffrire. In tutto ne sono state catturate 57. A sorpresa anche quattro conigli selvatici. I dati dell’ultimo sopralluogo della Provincia contavano 65 animali, in realtà si stima che la colonia di Linate ne ospitasse almeno un’ottantina.
Raccolte nelle gabbie, due veterinari hanno visitato tutte le lepri. Gli esemplari adulti sono stati divisi in gruppi e destinati in una delle cinque «oasi» provinciali dove «potranno scorrazzare senza il rischio di morire sotto le ruote o provocare incidenti in pista» - ha precisato l’assessore provinciale alla Sicurezza Alberto Grancini. I cuccioli e le femmine ancora impegnate nell’allattamento, invece, sono state liberate perché la normativa che regola questo tipo di operazioni ne vieta la cattura.
Qualche giorno fa, attraverso una diffida la Lav aveva chiesto alla Provincia di sospendere l’organizzazione della caccia avanzando «perplessità circa le modalità di cattura, manipolazione e trasporto». Ma dalla Provincia non avevano sentito ragioni e ieri, ad operazioni concluse, l’assessore ha replicato: «Se volevano tutelare gli animali, potevano venire ad aiutarci stanotte». Gli animali - assicura - sono stati tutelati. «La situazione poteva degenerare - ha aggiunto il direttore operazioni Sea Marco Alberti - perché le lepri rischiavano di essere investite dai velivoli e attiravano con il loro frequente passaggio in pista i radar di terra, creando falsi allarmi in torre di controllo».