Caccia alle lucciole sul web Multe da 500 euro ai clienti

Nel capoluogo lombardo i vigili staneranno gli habitué del sesso a pagamento con le mappe online delle strade a luci rosse. Il vicesindaco De Corato: "I soldi delle sanzioni per il recupero delle vittime"

È una gara con ogni mezzo, fra Comune e clienti. Palazzo Marino prepara un’ordinanza che innalzerà - da settembre - le multe a chi avvicina le lucciole. Una stangata: dagli attuali 166 a 500 euro. Per «stanarli» il Comune si servirà di internet, monitorando le «strade della prostituzione» indicate via web da Google Maps, che propone una mappa aggiornata e dettagliata.

Loro, i clienti, già si ingegnano per dribblare divieti e sanzioni, lasciando a casa l’automobile se necessario. La «crociata telematica» è stata annunciata ieri dal vicesindaco e assessore alla Sicurezza, Riccardo De Corato. «La Polizia municipale - ha spiegato - ha naturalmente un’approfondita conoscenza dei luoghi della prostituzione e gli agenti della task force fanno uscite mirate. Andremo a colpire il fenomeno ancora più capillarmente - ha detto il vicesindaco -. Apprendiamo dell’esistenza di una presunta dettagliata mappa via web sulla prostituzione, e faremo apposite verifiche per sapere se ci sono luoghi finora sfuggiti ai controlli».

La mappa c’è. Milano è divisa in zone, e un internauta ha censito una quarantina di «punti prostitute» nella sola parte Nord della città, descrivendo le ragazze che frequentano le varie zone. A Est di Milano un altro ha censito ben 43 punti, ma anche in città sono decine le vie segnalate.

«Con l’ordinanza che emaneremo a settembre - ha spiegato De Corato - andremo a sanzionare anche in quei posti. Senza dimenticare che il decreto sicurezza ci ha dato uno strumento in più: quello del sequestro di appartamenti affittati a clandestini. Due fenomeni, quello della prostituzione e della clandestinità, che spesso vanno a braccetto». Gli introiti delle multe finanzieranno il progetto «Accoglienza vittime della tratta», che ha permesso di salvare dal 2001 a oggi circa 500 donne.

L’altra notte la Polizia municipale ha controllato piazza Bonomelli, piazza Trento, viale Umbria, corso Lodi e le vie Ortles, Crema, Adige, Ippodromo, Aniene, Vezza d’Oglio, Ludovico di Breme, Soave, Marco d’Agrate, Vittadini, Vallarsa, Sant’Elia, Ferrari, Calabiana, Trebbia, Palladio, Cassano d’Adda, Bocconi, Trenno, Salmoiraghi, Papa e Terzaghi.

«Il Comune di Milano - ricorda De Corato - ha un’ordinanza contro la prostituzione sin dal 1998. Un provvedimento deciso dal sottoscritto e che solo quest’anno ha permesso di infliggere 2.099 multe a seguito del controllo di 4.068 persone e 3.633 veicoli. E di effettuare due arresti, 33 denunce, 7 accompagnamenti in Questura, 5 fotosegnalamenti per stranieri irregolari, 7 fermi amministrativi di veicoli e il ritrovamento di 4 auto furtive». Dal ’98 le multe sono state circa 25mila. Dopo qualche anno di rallentamento, fra il 2000 e il 2002, hanno ricominciato a salire. Nel 2007 è stato superato il «record» del ’99: 2.877 sanzioni.

Intanto i clienti sperimentano nuovi sistemi di «elusione». Se l’anno scorso si parlò addirittura di autobus utilizzati da tranvieri in cerca di compagnia, quest’estate si sperimentano nuovo mezzi: qualcuno noleggia l’auto, altri - in tempi di rincari della benzina - arrivano a piedi o in bicicletta. Molti «si servono» da prostitute «automunite», parcheggiate magari con regolare gratta e sosta, sdraiate sul cofano o «accomodate» nei sedili a favore di aria condizionata, pronte ad accompagnare il cliente - o a seguirlo - nell’alcova prescelta, appartamento od hotel.