Caccia alle materie prime: in Africa è invasione «gialla»

C’è chi parla di invasione cinese dell’Africa, chi di colonialismo giallo e chi, semplicemente, sottolinea la strategia commerciale di Pechino: alla ricerca di materie prime la potenza economica emergente si rivolge a chi può fornirgliele. I numeri sono impressionanti: l’interscambio commerciale tra le due aree è passato dai quasi 6 miliardi di dollari del 1996 a oltre 50 miliardi nel 2006 con stime ancora non definitive per il 2008 intorno ai 100. Dopo essersi lasciata alle spalle Francia e Inghilterra la Cina (nella foto una visita del presidente Hi Jintao in Sudan) si prepara a scalzare anche gli Stati Uniti e a diventare il primo partner economico del continente nero. La materia prima più ricercata è ovviamente il petrolio. E dall’Africa Pechino ricava ormai circa un terzo del suo fabbisogno. Seguono per quantità e rilevanza rame e legname. Come nel caso del Sudan la contropartita è spesso rappresentata da armi. Nell’aprile dell’anno scorso mentre lo Zimbabwe era in rivolta contro le elezioni truccate Pechino non esitò ad inviare una nave piena di materiale bellico al dittatore Mugabe.