Caccia aperta all’unabomber di Recco

Inizio settimana all'insegna della normalità a Recco, dopo la bomba di sabato sera che ha scosso il sonno (era circa mezzanotte) e gli animi degli abitanti. Contro la strategia della tensione, i recchelini reagiscono con negozi aperti, mamme a passeggio con le carrozzine, e qualche curioso a soffermarsi di fronte a quelle vetrate del palazzo municipale mandate in frantumi da un ordigno rudimentale che, affermano gli investigatori, avrebbe potuto fare delle vittime. Qualcuno chiede informazioni ai vigili che stazionano proprio di fianco all'ingresso del municipio. Ma un'alzata di spalle è l'unica risposta ai tanti interrogativi che agitano i recchelini. Chi ha messo la bomba? E perché? Interrogativi che rischiano di rimanere senza risposta, così come è successo per altri due ordigni che nel 2001 e nel 2003 hanno interessato un altro edificio pubblico di Recco, la sala polivalente.
Intanto ieri mattina si è svolto un ulteriore sopralluogo nei locali del Comune da parte dei carabinieri di Santa Margherita. L'unica cosa che è dato sapere per ora è il modo in cui è stato confezionato l'ordigno: una scatola metallica piena di bulloni e polvere nera pressata. E come detonatore probabilmente un comune petardo. Niente di più. E nel silenzio investigativo divampano i sospetti, le accuse. Tanto più che dagli investigatori si tende a ricondurre l'attentato a questioni locali.
Su chi sia la vittima dell'atto intimidatorio in città sembrano tutti concordi: l'amministrazione di centrodestra guidata dal 1999 dal sindaco Gianluca Buccilli. Ipotesi sostenuta proprio dalla sequenza di ordigni che hanno segnato la sua amministrazione attualmente al secondo mandato. Questioni politiche? Qualcuno ha cercato collegamenti con la villa di Mulinetti che vede in atto un'aspra battaglia tra il Comune e un dirigente dell'ex genio civile che, secondo alcuni, la occuperebbe illegittimamente. E poi c'è il Puc (piano urbanistico comunale) la cui (mancata) approvazione ha segnato i consigli comunali del nuovo anno animando i rapporti tra maggioranza e opposizione in municipio. Una normale dialettica politica, rassicura il sindaco. «Dopo aver predisposto il nuovo Puc - spiega l'assessore Carlo Gandolfo - ci siamo resi conto del fatto che quattro consiglieri di maggioranza non potevano partecipare alla votazione perché in qualche modo coinvolti personalmente dal nuovo strumento edilizio. Si è così creato un empasse che stiamo cercando di risolvere». «Chi cerca di mettere in relazione il Puc con la bomba in realtà vuole solo creare in paese un clima di sospetti e di tensioni che non fanno bene a nessuno», conferma il consigliere di opposizione (Ds) Luciano Caddeo.
E poi c'è la questione di Andrea Pescino che, lui sì, fa nome e cognome di tutti quelli che hanno interessi intorno al nuovo Puc. E non solo intorno a quello. Da tempo Pescino - ex segretario (30 anni fa) del Movimento sociale ed ex di Forza Nuova - ha dichiarato battaglia a Buccilli e alla sua squadra di governo. Accuse, lettere e volantini firmati dal Comitato 9 aprile (fondato dallo stesso Pescino), hanno negli anni accusato l'amministrazione Buccilli di tutto e di più, dando luogo a una lunga sequenza di querele. Un clima di tensione in cui si inserisce una serie di minacce anonime al sindaco e a diversi assessori. Fatti isolati, o frutto di un unico disegno? E di chi? Nessuno fa nomi, ma Pescino annuncia già le prime querele all'assessore Stefano Bersanetti e al vice sindaco Dario Capurro.