Caccia casa per casa «Uccisi 100 miliziani»

È considerata la battaglia più dura combattuta finora. Decimo giorno di combattimenti (562 palestinesi uccisi e 2.500 feriti), terzo da quando Israele ha lanciato l’attacco di terra. E Gaza ha vissuto ieri le sue ore più nere. Mentre dal cielo, da terra e dal mare le forze armate israeliane hanno continuato a martellare le posizioni di Hamas e si sono battute nel nord della Striscia, nel pomeriggio di ieri i quartieri periferici della città capoluogo, accerchiata da Tsahal, sono stati teatro di «accaniti» combattimenti, ai quali, accanto ai miliziani di Hamas, partecipano anche quelli della Jihad islamica. Una caccia casa per casa da parte delle forze israeliane che secondo la tv di stato avrebbe portato all’uccisione di 100 miliziani e alla cattura di altrettanti. Eppure, ammette un portavoce militare di Israele, Hamas «sta ancora combattendo duramente», e promette che continuerà a farlo «fino alla liberazione di tutta la Palestina». Fonti palestinesi confermano: l’esercito israeliano ha «distrutto posizioni per il lancio di razzi, bunker sotterranei pieni di munizioni, che evidentemente erano state accumulate da tempo» e «ucciso un certo numero di miliziani». Ma Hamas è «ancora in grado di tirare razzi» e «ancora per diverso tempo», anche se «la dirigenza è ora costretta a spostarsi continuamente» e appare «destabilizzata». «Stiamo cercando di tagliare le loro linee di comunicazione», ha detto un leader palestinese, aggiungendo che dozzine di miliziani sono stati catturati, verranno interrogati e portati in Israele. Intanto, il ministro della Difesa, Ehud Barak, ha riferito che le operazioni stanno procedendo secondo i piani ma che il lavoro non è finito. L’offensiva, secondo fonti militari, potrebbe durare «settimane».