A caccia d’amore Gondry spera nel sogno

da Berlino

Ritornare a volare sulle ali della fantasia per valicare il confine tra sogno e realtà è la via proposta da The science of sleep di Michel Gondry, in concorso al Festival. E proprio come in una fantasiosa ballata, anche in questa ci sono due eroi omonimi Stéphane (Gael García Bernal) e Stéphanie (Charlotte Gainsbourg), la cui felicità è ostacolata dalla nuda realtà. Sì, perché solo nel sogno fatto di burattini, mari di plastica, barche volanti piene di boschi, cavalli di pezza al trotto tra le brughiere della Provenza e una Parigi di cartapesta, lui può amare lei, che invece è la sua vicina di casa e nemmeno troppo innamorata. Allora, per disperazione, lui le regala il sogno nella realtà, animando – dotato del pallino per l’elettronica – i pupazzi e gli oggetti che lei possiede, certo di conquistarla. E sembra quasi riuscirci, se lei prende di buon grado i suoi astrusi giochi, con una macchina del tempo capace di piccolissimi balzi nel passato che li proiettano a un momento precedente, ripetendo il gesto di un bacio decine di volte. Ma è tutta fantasia e per emanciparsi lui deve capire che l’amore deve potersi appigliare al reale, se no resta solo un sogno di fronte al quale per lei ci si deve appunto fermare. In preda allo sconforto decide di ritornare in Messico, dov’è nato, ma per non farle pensare di essere fuggito bussa alla sua porta. Stremato, irrompe nella sua stanza e si arrampica sul suo letto a castello. Qui tra le lacrime ritorna a sognare, perché è l’unico modo che ha per portarla via con sé...
Capace di scrivere sceneggiature dotate di un raro fascino Michel Gondry vinse nel 2004 l’Oscar con Se mi lasci ti cancello, con il quale The science of sleep condivide non poche analogie. Alla base ci sono amori quasi sempre impossibili, che si risolvono in una continua lotta contro il tempo e nell’onirico scomposto tra veglia e sogno nei suoi equipollenti psicanalitici: cosciente e subcosciente.
In più le tecniche di ripresa sono sempre in relazione alle precedenti esperienze di Gondry in ambito musicale, visto che è più famoso come regista di videoclip per la musica pop. Per esempio Madonna e Kylie Minogue lo hanno voluto come aiuto regista in tanti dei loro video e lo stesso Baz Luhrmann si è affidato al suo occhio nelle più rocambolesche scene musicali di Moulin Rouge. Quando c’è bisogno di costruire un sogno, Michel Goundry sembra essere sempre il più attrezzato.