Caccia a Federer nel giardino della regina

Lo svizzero difende la corona da Roddick e Nadal. L’incognita Sharapova fra le ragazze. Giudice arbitro: «Basta con gli urlatori»

Antonio Vettese

da Valencia

«Questa è un’impresa che ha significato sacrificio, impegno e denaro. Qui è tutto molto bello, andiamo verso una grande Coppa». Il re e velista Juan Carlos ha aperto così la sua visita privata al villaggio della Coppa America, dove ha voluto trascorrere la giornata incontrando gli avversari di molti anni di regate e facendo visita all’equipaggio di Mascalzone Latino, abbracciandone lo skipper. Non è un mistero che sia stato proprio lui uno degli artefici dell'arrivo della Coppa a Valencia, un’opportunità che per la Spagna è stata stimata 5 miliardi di euro. L'industria nautica italiana per il diporto, la seconda del mondo, ne vale due e mezzo. Le poche parole del sovrano hanno messo il sale sulla ferita aperta si il 24 novembre 2003 a Ginevra, quando Napoli perse contro la città spagnola. «Queste regate dovevano essere organizzate a Napoli - ha detto Patrizio Bertelli - abbiamo sbagliato tutto. Berlusconi andava coinvolto prima e informato da chi il gioco lo conosce davvero. Ci sono state, invece, sciocche opposizioni». Bertelli, che ieri ha navigato a bordo di Luna Rossa, ha le idee chiare: «Non c'è altro posto per disputare la Coppa in Italia - afferma amareggiato, per poi prendersela con la formula delle regate - qui è tutto bello, ma la formula delle gare non è abbastanza interessante per il pubblico. Gli svizzeri hanno voluto fare tutto da soli, senza consultare i challenger e queste regate sembrano fatte apposta per indebolire le casse degli sfidanti». Vincenzo Onorato, armatore napoletano di Mascalzone Latino, rincara la dose: «Faremo di tutto per portare la Coppa a Napoli per la via maestra. Qui ha portato strutture per un miliardo e mezzo di euro, pensate a Napoli cosa poteva essere fatto». Anche D'Alema, commentatore per La7, conferma: «La Coppa sarebbe stato un affare».
In acqua lo spettacolo è gradevole. Ieri il timoniere di Luna Rossa, James Spithill, ha letteralmente fatto i numeri prima con i cinesi, team debole ma con l'esperto Pierre Mas al timone (regata chiusa con un vantaggio di 1'22") e poi con + 39 dove il pur grintoso Iain Percy si è fatto "impacchettare" oltre la barca comitato, una delle cose più umilianti che possano succedere in match race. La barca targata Telecom si è dimostrata saldamente fra le quattro migliori, dove restano in vantaggio di una vittoria Emirates Team New Zealand e Alinghi.
+ 39 ha vinto di cattiveria contro K Challenge, lasciandola ferma per quasi un minuto alla boa di bolina dopo una manovra che ha rovesciato il risultato della regata. Mascalzone Latino, dopo aver vinto bene contro i sudafricani di Shosholoza, è stato invece battuto, secondo pronostico, dagli svizzeri di Alinghi, impostisi con 2'08" di vantaggio.