Caccia al fenomeno Ganso e il rebus dei grandi vecchi

Il mix è risultato perfetto. Il mix realizzato dal Milan quest’anno è stato il seguente: mettere insieme e fondere le tre anime composte dal gruppo storico (Abbiati, Gattuso, Zambrotta), dai fuoriclasse reclutati sul mercato (Ibrahimovic, Robinho, Cassano, Van Bommel), valorizzare i più giovani e promettenti esponenti del gruppo (Abate, Merkel, Boateng, Beretta). A quel mix, il Milan ha deciso di ispirarsi anche per il dopo scudetto numero 18 che ha già un traguardo ambizioso: la Champions league. Anche qui, sgabbiando in largo anticipo sulle scadenze canoniche. Due gli acquisti già perfezionati, entrambi a costo zero: Mexes e il nigeriano (con passaporto francese) Taiwo del Marsiglia. Uno il fuoriclasse da inseguire in Brasile: Paulo Henrique detto Ganso, destinato a fare compagnia ad altri due top players del gruppo, Pato e Thiago Silva, arrivati dallo stesso ceppo calcistico. Non è più un mistero, la trattiva è stata allacciata da Galliani durante la sua permanenza a Rio in occasione della cessione di Ronaldinho, a gennaio del 2011. Di giorno negoziava col Flamengo per sistemare Dinho, di sera incontrava i procuratori diversi di Ganso per cominciare a tessere la tela della trattiva. La risposta apparecchiata dallo stesso Galliani dinanzi al rischio di un derby a distanza con l’Inter di Leonardo fu una sorta di rivelazione: «Ma voi pensate che noi pettiniamo le bambole?».
Ma il nodo, oggi come un anno fa, è rappresentato dal dossier più complicato squadernato sul tavolo dello stesso Galliani: il rinnovo del contratto a ben nove campioni d’Italia in scadenza. Alcune questioni sono già definite, scolpite. Per esempio Van Bommel: rinnovo meritato sul campo. Per esempio Nesta che ha deciso di fermarsi ancora un anno, prima di chiudere in bellezza la sua fenomenale carriera. Incerto invece il destino di altri quattro guerrieri: Ambrosini, Gattuso, Pirlo e Seedorf, il capitano, il vice-capitano, il genio considerato fino a qualche mese prima indispensabile al successo e il “professore“, definizione di Berlusconi per l’olandese che dal derby in avanti si è caricato il Milan sulle spalle trascinandolo allo scudetto vinto con due turni di anticipo.
Ambrosini non ha richieste, non ha nemmeno uno stipendio impegnativo: raggiungerà l’accordo più facilmente rispetto agli altri tre sodali. Gattuso è tentato solo dalle dimensioni economiche dell’offerta proveniente dall’Anzhi di Makhachkala, in Daghestan. «Pensavo di essere su “scherzi a parte“ e invece è tutto vero: a 33 anni e mezzo, con quelle cifre non puoi non pensarci» la posizione trasparente trasparente di Ringhio. Risulta difficile immaginare la famiglia Gattuso in Daghestan. «É difficile andar via dal Milan» il pronostico di Galliani che è capace di esercitare pressioni romantiche. L’appuntamento è fissato per dopo Palermo nel caso di eliminazione, slitterà tutto a fine maggio nel caso di finalissima conquistata martedì sera. «Niente tagli, per Pirlo è stata una stagione sfortunata, può ancora dare tanto» la frase di Allegri che è il filosofo del nuovo corso spiegato da Barbara Berlusconi, «più spazio ai giovani». Pirlo ha la Juve che bussa alla sua porta: potrebbe decidere di sbattere quella di Milanello solo nel caso di offerta al ribasso, sia nelle dimensioni della cifra (guadagna attualmente 6 milioni netti l’anno) che nella durata. Idem per Seedorf che ha puntato tutto su questa striscia di campionato. Ha sempre dichiarato: «Non sono io che devo decidere, è il Milan che deve farmi una proposta». Come dire: io sono io e se non mi trattate da Seedorf, sono pronto a fare le valigie. Se Allegri è per l’opzione a, Galliani è affascinato dal mix che ha funzionamento perfettamente: mai liquidare i grandi vecchi a cuor leggero. Perchè poi sostituirli non è scontato. Fosse per il vice-Berlusconi, mai avrebbe venduto Kakà, per esempio. «Quando l’ho fatto ho pianto» è stata la rivelazione di ieri, primo giorno di festa rossonero dopo sette anni di tormenti.
A far di conto, le necessità del bilancio milanista sono sotto gli occhi di tutti. 31 i componenti la rosa, più i due arrivi fanno 33: per scendere a 25-26 unità, bisogna scendere di 8. Otto tagli sono tantissimi: alcuni scontati come Jankulovski, Amelia e Papastathopoulos. E gli altri?