La caccia, la forza della tragedia contro una società ipocrita

Lo Cascio riscrive le Baccanti di Euripide come allegoria del mondo contemporaneo

Le Baccanti è una tragedia che mette in primo piano la volontà di un uomo, Penteo, re di Tebe, di dimostrare che Dioniso non è un dio: Luigi Lo Cascio si è ispirato al testo di Euripide per riscrivere La caccia, il nuovo spettacolo che sarà in scena fino al 16 marzo al Teatro Leonardo.
«La caccia in Euripide diventa metafora di ricerca – spiega Lo Cascio - Penteo ricerca l’ordine, vorrebbe che la situazione tornasse calma, ed è deciso a non credere alla divinità di Dioniso. Solo dopo essere venuto direttamente in contatto con lui, la sua percezione della realtà cambia: raccontare questa storia significa raccontare la degenerazione della sfera percettiva di Penteo. È quasi una soggettiva cinematografica: come se noi entrassimo in lui».
Dioniso era nato dall’unione di Zeus e Semele, una donna mortale. A Tebe, però, le sorelle di Semele ed il fratello Penteo, re di Tebe, dicevano che in realtà Dioniso non fosse figlio di Zeus, e che questa era una voce messa in giro da Semele stessa per mascherare una sua avventura di una notte. Così Dioniso scende sulla Terra per convincere Tebe di essere un dio: induce nelle donne tebane un germe di follia e queste fuggono, diventate Baccanti, sul monte Citerone per celebrare il loro dio.
Lo Cascio punta l’attenzione sul re tebano, e riscrive una tragedia che certamente permette alla trama di Euripide. «Ho voluto mettere in scena la difficoltà di rappresentare e capire una tragedia oggi» spiega l’autore, regista e attore. «La tragedia vive di contrasti, opposizioni e scontri», che, nell’antichità, erano soprattutto quello tra il “destino” e l’“uomo”. Oggi «ciò che può annientarci è la pubblicità, il mondo delle continue apparizioni e falsità». Quindi la lotta di Penteo avviene «in un mondo di apparizioni, di opposti e di contrasti»: al posto del coro, ci saranno dei “caroselli”. Il coro «dava suggerimenti, oggi non può più esserci», è sostituito dalla pubblicità «che spinge al superamento dei propri limiti con le merci».
In scena si vedrà dal vivo solo Lo Cascio, ma lo spettacolo ha anche un altro protagonista, che apparirà solo in video, Pietro Rosa (13 anni), che avrà la funzione di “spiegare” la tragedia.
La Caccia
Teatro Leonardo
Fino al 16 marzo
Tel 02/716791