A caccia di indizi tra i cinesi

La vittima, ex tossicomane, avrebbe dato fastidio ad alcuni sfruttatori asiatici

Continuano le indagini per cercare di venire a capo del giallo del cadavere fatto a pezzi e ritrovato in via Teano alla Comasina tre giorni fa. Sulla sua identità sembrano però esserci pochi dubbi: dovrebbe essere Nino Trotta, 50 anni, «border line» della vecchia mala.
Nino, ex tossicodipendente sempre ai margini dei giri che contano, aveva da tempo lasciato l’eroina e rincorreva i suoi incubi in fondo a un bicchiere di vino. E come molti personaggi dalla mente sconvolta da droghe e alcol, aveva individuato i suoi personalissimi nemici: un paio di prostitute e relativi sfruttatori cinesi insediatisi in un appartamento di via Val Sabbia. Proprio le indicazioni raccolte nel quartiere hanno spinto gli inquirenti e setacciare la casa-bordello. Dove Trotta potrebbe essersi intrufolato disturbando lucciole, papponi e clienti, e per questo sarebbe stato punito. Una coltellata al petto, poi un truce lavoro di macelleria per smembrare il corpo e infilarlo in quattro sacchi. Pochi dubbi dicevamo sulla sua identità: la scomparsa di Nino e il momento del decesso coinciderebbero, mentre i tatuaggi ancora visibili sul corpo della vittima e sono identici a quelli dell’ex balordo.
Per questo la scientifica è entrata l’altro giorno con tutte le più sofisticate attrezzature nella casa di via Val Sabbia in cerca di indizi. Gli investigatori non si sbilanciano, ma non sembra sia state trovate tracce significative dell’omicidio.