«Caccia, la Lombardia rischia 10 milioni di multa»

Concesse troppe deroghe, si teme l’intervento della Ue La Beccalossi: «Rispettate la norme nazionali ed europee»

Una multa da 10 milioni di euro. Cifra che poi andrebbe a gravare sulle tasche dei cittadini lombardi. A tanto ammonterebbe, secondo i Verdi, l’ammenda che incombe sulla Regione Lombardia per le deroghe concesse durante le ultime stagioni venatorie. Nel giorno dell'apertura della caccia, quando 93mila doppiette sono pronte in tutto il territorio regionale a sparare il primo colpo, i Verdi suonano il campanello d'allarme su una possibile maxi sanzione che l’Unione europea avrebbe in serbo per la Regione. «A questa cifra - fanno sapere i consiglieri regionali dell'opposizione, Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro - va aggiunto un importo forfettario per ogni giorno di violazione». La causa della multa sarebbe l’approvazione, anche quest’anno, in Consiglio regionale di normative di deroga alle direttive europee che vietano la caccia ai piccoli volatili come peppole e fringuelli. Generalmente questo è uno strumento normativo al quale si ricorre per motivi di sicurezza, salute pubblica e danni alle colture. Invece, per gli ambientalisti, le deroghe «sono state concesse per il puro divertimento dei cacciatori, contravvenendo alle direttive Ue».
I Verdi, con un esposto alla Corte dei Conti, hanno anche chiesto che la multa non sia pagata dai cittadini lombardi, ma dai consiglieri regionali di maggioranza che hanno deliberato in materia alla fine di luglio. L’assessore regionale all’agricoltura con delega alla caccia Viviana Beccalossi ha fatto sapere che «anche quest’anno sono stati posti in essere provvedimenti che rispettano la normativa nazionale ed europea. Abbiamo agito - spiega l’assessore - in maniera responsabile, delineando norme certe anche al fine di salvaguardare la tradizione venatoria lombarda».