Caccia al maniaco che si spoglia in stazione

La signora Marisa giura di non tornare mai più alla stazione se non accompagnata. La signora Rosalba, altrettanto spaventata, le fa eco. Entrambe donne anziane, pensionate, casalinghe e vicine di casa, qualche settimana fa, prima una e poi l'altra, si sono imbattute in un uomo nudo nei pressi della stazione di Borzoli. Da allora, la leggenda metropolitana del maniaco sessuale con tanto di impermeabile pronto ad essere aperto di fronte ai malcapitati passanti, da queste parti, è corsa di bocca in bocca. Ma di leggenda, almeno in parte, si tratta.
Ancora scosse dell'accaduto seppur a distanza di qualche tempo, le uniche due signore coinvolte nella spiacevole vicenda hanno deciso di raccontare le proprie esperienze all'interno del sottopassaggio della stazione di Borzoli. «Erano circa le 13 di un giorno feriale - ricorda la signora Marisa, prima anziana molestata, da sempre residente nella zona -. Dovevo prendere il treno per Brignole delle 13.19 e, attraversato il tunnel sotterraneo, stavo per salire le scale per raggiungere l'obliteratrice. Messo il piede sul primo gradino, sento fischiare dall'interno del sottopassaggio, mi volto e vedo, appoggiato al muro, un uomo nudo. Talmente terrorizzata, non sono riuscita a capire se fosse giovane o meno e neppure se fosse svestito completamente o solo in parte; la stazione era deserta, non ho nemmeno provato ad urlare, ho soltanto pensato a fuggire, evitando persino di intraprendere il viaggio verso il centro città e tornando a casa da una strada alternativa».
Esperienza più o meno simile a quella capitata qualche giorno dopo alla signora Rosalba. «Era il giorno dei Santi - racconta la donna - e avevo appena imboccato il tunnel per recarmi nella Società Operaia Cattolica di Borzoli, situata vicino alla stazione. C'era parecchia gente, anche alcuni ragazzini; era pomeriggio, erano circa le 16,30, quando, nella penombra, mi sono trovata di fronte una persona accostata al muro con i genitali in bella vista. Seppur impaurita, non ho indietreggiato, ho proseguito per la mia strada, facendo finta di niente e attraversando il sottopassaggio».
Come la vicina, neanche Rosalba è riuscita a guardare l'uomo in faccia: «In quel momento non ho proprio pensato a identificarlo, neppure in modo approssimativo. Ero sconvolta, non saprei dire niente su di lui. Sono certa però che non avesse impermeabili o cappotti e che mostrava le sue parti intime».