Caccia, oggi la preapertura: pronti 30mila fucili

Inizia oggi, con la giornata di preapertura, la stagione della caccia, che porterà nel Lazio 30mila fucili a puntare il mirino al cielo. I cacciatori, potranno sparare, sì, ma solamente alle tortore, appostati, per poi in serata riporre il fucile che potranno riprendere nella terza settimana di questo mese, quando ci sarà l’apertura generale della stagione venatoria e questa volta con i cani.
A Roma, come per altre province, la novità fonte di tante polemiche da parte delle associazioni di categoria, che ieri hanno manifestato contro il decreto emanato dal governo, è rappresentata dal divieto di sparare nelle zone a protezione speciale. Le Zps esistono, ma solo sulla carta in quanto non sono state mai tabellate. Le associazioni hanno chiesto quindi che, al riguardo, le autorità addette facciano opera di prevenzione. L’Arcicaccia inoltre ha invitato per la giornata di oggi all’attenzione e al rispetto dell’ambiente, a non passare nei campi coltivati e a tenere la distanza prevista dalle strade e dalle abitazioni, fissata a 150 metri.
Sempre secondo il decreto, anche nella Tuscia non sarà possibile cacciare all’interno delle Zps. In provincia numerose cartografie delle zone in cui sarà possibile l’attività venatoria, oltre ad essere state inserite nel sito internet della Provincia (www.provincia.vt.it), sono state distribuite a tutte le associazioni per estendere al massimo l’informazione. La polizia provinciale, in occasione della pre-apertura di oggi, svolgerà nella zona solo un’azione di prevenzione e d’informazione per evitare che i cacciatori sconfinino al di fuori delle zone stabilite.
Si apre la caccia, ma i problemi sulla questione Zps si fanno sentire anche in provincia di Latina, dove l’assessore provinciale, Enrico Tiero, nei giorni scorsi ha incontrato i rappresentanti delle associazioni venatorie, per ribadire la necessità «di sospendere le delibere adottate dalla Regione che con i loro limiti rendono difficile l’esercizio della caccia in terra pontina». Un’iniziativa condivisa dai cacciatori che lamentano, ancor di più dopo l’ultima decisione, «la netta riduzione delle zone dove è possibile praticare la nostra attività». Restrizioni anche nell’ambito territoriale di Caccia «Frosinone 1», dove le zone di protezione speciale nelle quali non si potrà cacciare sono: Monti della Meta, nel comune di Picinisco, all’interno del Parco nazionale d’Abruzzo; lago di Posta Fibreno che si trova nella riserva naturale e i Monti Ernici-Simbruini.
Tanta attesa anche nel Reatino per la pre-apertura. Un’attesa che secondo quando affermato dal presidente dell’Atc 1 di Rieti, Enzo Biancucci, non sarà adeguatamente ricompensata dato che la tortora, l’unica specie cacciabile oggi, è presente soprattutto nelle aree di coltivazione dei girasoli, che si sono ridotte quasi esclusivamente alla piana reatina. Una giornata, quindi, di carnieri non pienissimi in cui comunque, si potrà cacciare con relativa tranquillità. Difficile invece far rispettare anche a Rieti il nuovo divieto nelle zone a protezione speciale, che non sono ancora adeguatamente tabellate in provincia.