Via alla caccia, porno star contro le doppiette

L’assessore Grancini apre la stagione assieme a molti appassionati e a 150 guardie volontarie. E gli animalisti protestano

Roberto Zadik

Nonostante il clima la caccia si è aperta senza troppi problemi.
A parte la pioggia battente, solo due contravvenzioni e qualche divergenza d’opinione con chi con le «doppiette» non ha un gran feeling. A perturbare l’atmosfera nelle campagne tra Opera e Rozzano ci sono stati alcuni diverbi, tra cacciatori e ambientalisti. Guidate dal presidente dell’associazione ecologista «Gaia» Edgar Meyer e dall’ex parlamentare verde Stefano Apuzzo alcune sexy star hanno cercato di distrarre i cacciatori. Una protesta tranquilla anche se è volata «qualche parola di troppo ma nulla di più» pronunciata da alcuni cacciatori alla vista degli ecologisti» come ha specificato lo stesso Meyer. In merito alla caccia gli ambientalisti dicono: «Si può andare in giro per i boschi scattando fotografie e non armati di fucile». La solita storia, insomma.
In ogni modo fin dalle prime ore del mattino, sfidando le condizioni meteorologiche e la pigrizia domenicale, i cacciatori hanno camminato per le campagne tra Milano e Pavia aggirandosi nelle varie riserve. Come quelle di Fallavecchia e Morimondo.
A controllare che tutto andasse per il verso giusto c’era la Polizia Provinciale oltre a 150 guardie volontarie. Presente all’inaugurazione della stagione anche l’assessore alla Caccia Alberto Grancini che si è definito «soddisfatto di come sono andate le cose».
Grancini ha poi aggiunto: «Se fatta nelle regole la caccia è solo un’attività sportiva a contatto con la natura». Ed è con questo spirito che imbraccia il «sovrapposto» Emilio, 46 anni, originario di Senago tanto appassionato di caccia che da 25 anni perlustra sempre la stessa riserva assieme ai due fratelli e agli inseparabili segugi. Stessa «filosofia» per Adelio Ponce De Leon, 91 anni, che ha dedicato gran parte della propria vita a questa attività. Avvocato, giornalista e cacciatore, De Leon ha detto: «La caccia è sempre una bella cosa per me che la pratico regolarmente tre giorni alla settimana anche se non è più quella di un tempo».
Un velo di nostalgia per una pratica che per De Leon si basa sulla «gioia di camminare nei boschi» e sulla sfida alla preda che spesso fugge via non finendo neanche nel carniere. Ma va bene anche così.