Caccia un pregiudicato dalla discoteca: ucciso davanti a sua figlia

da Santa Marinella (Roma)

Tre colpi esplosi a bruciapelo. E per Massimo Pietroni, 48 anni, non c’è stato niente da fare. È stato ucciso davanti alla figlia ventenne il bidello di una scuola elementare di Ladispoli (Roma) che per arrotondare nel fine settimana faceva il buttafuori al «Sunshine Ranch», discoteca di salsa e merengue a Santa Marinella, sul litorale a nord di Roma.
Una lite scoppiata quando il presunto omicida, Stefano Frignani, 40 anni e una sfilza di precedenti penali, infastidisce alcune ragazze che ballano. All’invito di lasciare il locale Frignani reagisce senza pensarci un istante. E per ben tre volte preme il grilletto ferendo a morte il body-guard davanti a decine di avventori terrorizzati. Poi la fuga, a piedi, lungo la ferrovia della linea Roma-Genova e una latitanza durata quattro ore. Quando i carabinieri lo trovano in un bar a pochi chilometri di distanza lui sta facendo colazione come se niente fosse. Cappuccino, cornetto e manette. «Vi sbagliate, non sono stato io», le sue parole quando lo portano via. Interrogato dal pm Elena Neri della Procura di Civitavecchia, Frignani non dice una parola. Schiaccianti, però, le prove: oltre a numerosi testimoni oculari, tracce di polvere da sparo rinvenute su alcuni indumenti abbandonati sul luogo del delitto.
Una storia agghiacciante accaduta all’alba di ieri sul litorale romano. Strada provinciale 3B Santa Severa-Tolfa, sono passate da poco le 3 di sabato mattina. Il Sunshine Ranch è ancora zeppo di gente. Qualcuno allegro, qualcun altro alticcio ma tutto fila liscio. Frignani, invece, ha voglia di litigare. «Dopo aver importunato delle giovani - spiega il capitano dei carabinieri Mauro Izzo, comandante della compagnia di Civitavecchia - viene invitato a tornare a casa dal buttafuori. Ma lui niente, con estrema freddezza estrae l’arma dai jeans e fa fuoco». Mentre scoppia un fuggi fuggi generale Massimo Pietroni, raggiunto al cuore, crolla faccia a terra. Immediato l’intervento del 118, inutile la corsa in ospedale. Quando il poveretto raggiunge il pronto soccorso del San Paolo è già cadavere. Almeno due i colpi mortali.
La caccia all’uomo scatta per le strade e le campagne del retroterra costiero. Oltre 60 i militari impegnati nelle ricerche. Ma di Frignani nessuna traccia. Almeno fino a quando viene notato davanti al bancone di un bar sulla via Aurelia, alla periferia nord di Santa Marinella. L’arma usata, probabilmente nascosta durante la fuga, potrebbe essere un revolver calibro 22 o 6.75. Non sono stati trovati bossoli, del resto, mentre agli esperti del Ris il compito di analizzare l’unica ogiva recuperata, il berretto di Frignani e altri oggetti sequestrati. Un personaggio particolare il fermato: spaccone, rissoso, pericoloso. «Se minacciava di spararti prima o poi lo avrebbe fatto», ricordano a Santa Marinella. Rapine, furti, violenze d’ogni genere: fra i suoi precedenti l'estorsione nei confronti di un imprenditore. Per sette anni Frignani e un suo compare perseguitano l’industriale il cui unico errore era stato di averlo alle sue dipendenze come magazziniere. Minacce di morte a lui e alla sua famiglia fino a rendergli al vita un inferno. L’epilogo a Casalpalocco quando all’appuntamento per l’ennesima riscossione di denaro si presentano i carabinieri. Gran lavoratore, invece, la vittima: due figlie ventenni avute dal primo matrimonio, un bimbo di 5 anni con l’attuale moglie. «Rischiava la vita per mandare avanti la famiglia - ricordano gli amici - l’anno scorso era stato accoltellato a Roma, davanti alla discoteca Energy».