Caccia, salva la legge lombarda. Il governo non impugna il ricorso

La rinuncia dell'esecutivo dà fatto il via libera al calendario venatorio. Dal Consiglio regionale arriva un appello: &quot;I cacciatori non siano trattati come criminali&quot;<br />

La legge lombarda sulla caccia in deroga è salva. Il governo ha deciso di non impugnarla dandole così il via libera definitivo. “Grande soddisfazione” viene espressa in merito dai consiglieri regionali Carlo Saffioti, Pietro Macconi e Vanni Ligasacchi (Pdl), Giosuè Frosio e Monica Rizzi (Lega), che ora lanciano un altro appello: “I cacciatori non siano trattati come dei criminali”. “La stagione venatoria lombarda si svolgerà con serenità e senza intoppi e le leggi regionali lombarde in tema di caccia in deroga sono salve - hanno commentato i cinque consiglieri regionali -. Infatti il Governo, nonostante i ricorsi e le numerose pressioni esercitate, su nostra richiesta ha deciso oggi ufficialmente di non impugnare la legge e per questo vogliamo ringraziare i ministri Zaia, Fitto e Gelmini che si sono impegnati e adoperati in tal senso”. Il risultato di oggi, che salva di fatto il calendario venatorio, è stato ottenuto anche grazie all’intervento del Tavolo interprovinciale della caccia Bergamo-Brescia. “Ci auguriamo che possa anche in Lombardia affermarsi un clima di tolleranza e di rispetto nei confronti dell’attività venatoria quando esercitata nel pieno rispetto delle normative vigenti” hanno commentato i consiglieri regionali che sperano venga “posta fine a quella criminalizzazione nei confronti di chi, praticando un’attività molto radicata nelle nostre tradizioni, esercita anche un indispensabile presidio nei confronti dell’ambiente” permettendo il mantenimento degli equilibri tra le specie e tra il numero degli esemplari.