Caccia, via alla stagione Occhio al calendario per non sbagliare preda

Alla peppola si può sparare solo da metà ottobre al 30 novembre, allo storno fino al 19 novembre

Roberto Zadik

Doppiette in spalla. Da oggi inizia la stagione della caccia che, per cinque mesi, investirà buona parte del territorio. La organizza la Provincia e, fino al 31 gennaio, è previsto un grande afflusso di cacciatori sparsi per la Lombardia. Una manifestazione nella quale si può scegliere se andarsene in giro con cani da ferma o da seguita, oppure sistemarsi in un’area ben precisa.
Ma le differenze non si limitano a questo. Riguardano i tipi di preda e le modalità di azione, che cambieranno a seconda della zona. Qualche esempio? Nei dintorni delle Alpi, la caccia «in forma vagante» sarà possibile solo mercoledì e domenica, mentre nella rimanente porzione di territorio si potranno cacciare gli uccelli tre giorni alla settimana, fino al 31 dicembre. Gli over 65 che hanno scelto la caccia da appostamento fisso potranno braccare anche il prispolone, ma solo fino al 29 del mese.
Parlando di specie di volatili, sono previste alcune deroghe alle normative comunitarie. Tra i «bersagli» della caccia ci sarà la peppola, dal 15 ottobre al 30 novembre, e da domenica prossima al 19 novembre lo storno. Regole diversificate e stabilite con precisione. A questo proposito l’assessore regionale all’Agricoltura, Viviana Beccalossi, ha spiegato: «Abbiamo realizzato un calendario che indica i criteri regolatori della stagione».
L’assessore ha poi specificato che si tratta «di un documento che da quest’anno non è più approvato da un provvedimento di giunta ma è regolato da una specifica legge in materia». Tutto questo per impedire che vengano formulati «ricorsi pretestuosi e inconsistenti». In merito all’iniziativa è intervenuto anche l’assessore provinciale alla Caccia Alberto Grancini, assicurando che in collaborazione con ambientalisti e agricoltori sta portando avanti un progetto che «renda sempre più proficuo il rapporto tra caccia, agricoltura e biodiversità».
La Provincia ha inoltre chiesto la cooperazione dei cacciatori: nel caso ci fossero «uccelli selvatici morti per cause non chiare», ha sottolineato Grancini, «i cacciatori hanno il dovere di segnalarlo, perchè c’è il pericolo che essi abbiano contratto l’influenza aviaria». Un modo per impedire l’espandersi del virus che di recente ha colpito i polli. In tema di prevenzione, inoltre, la Provincia si impegna per un corretto svolgimento dell’attività di caccia. Per questo il Corpo di Polizia provinciale controllerà, assieme a centocinquanta guardie volontarie, che durante la stagione venatoria non vengano compiuti atti o comportamenti che possano danneggiare l’ambiente e il territorio.