Caccia alla star di Hollywood Ma è il Sanremo dell’austerità

Continuano le trattative e Bonolis ha tre o quattro sorprese Niente Tom Hanks, improbabile l’arrivo di Anthony Hopkins.
Le vallette saranno due: una è orientale. Tra i "valletti" il modello della Jägermeister

Milano - Allora facciamo il punto della situazione. Il Festival inizia tra diciassette giorni e non c’è mai stata così tanta incertezza. Il povero Bonolis ha potuto iniziare tardi a occuparsi ufficialmente di Sanremo (convenzione tra Rai e città di Sanremo firmata solo a novembre) ma dovrà andare in scena prima del solito per evitare la concomitanza con le partite di calcio. Risultato: lui lavora come un matto (avete visto quant’era teso nelle sue ultime apparizioni?), il suo manager Lucio Presta pure e lo staff della Rai qualche volta è costretto a incassare qualche no. L’ultima trattativa che si è arenata è quella con Tom Hanks, candidato forte fino alla settimana scorsa e invece ormai definitivamente tramontato, probabilmente per le eccessive richieste economiche. Rimane assai saldo Jim Carrey, che è appena passato da Roma e dai cinema italiani con il suo film Yes man e che verrebbe a Sanremo in promozione, ossia con cachet lontano anni luce dai 400mila euro di John Travolta ai tempi di Panariello (che stavolta, contrariamente a quanto annunciato, non ci sarà). Ecco, questa è senz’altro una chiave decisiva per prevedere il Festival prossimo venturo: l’austerità. Dopo tanti anni di polemiche sui costi spropositati degli ospiti, sullo spreco faraonico di denari pubblici per partecipazioni deludenti come quella di Hugh Grant, stavolta la Rai tira davvero la cinghia e Bonolis si adegua senza troppo patire. Perciò, tanto per fare qualche esempio, Maria De Filippi arriverà all’Ariston in cambio di un simbolico cachet che sarà devoluto in beneficenza e la top valletta Chiara Baschetti è stata lasciata a casa perché - conferma l’entourage Rai - «aveva pretese fuori luogo, non solo di soldi». Pure Roberto Benigni, che non è ancora confermato per la prima serata, riceverebbe un assegno timido, mica compensi stratosferici. E sembra assai improbabile che possa materializzarsi al Festival Anthony Hopkins, il divo del Silenzio degli innocenti che non ha film significativi in promozione e quindi si muoverebbe solo in cambio di contanti, e parecchi. Arriverà invece, è quasi certo, il marito della Bellucci, Vincent Cassel, ingrassato di venti chili per il suo ultimo film: arriverà e correrà a Parigi per ritirare (spera) qualche premio César per L’istinct de mort e L’ennemi public. Ma il suo ingaggio, si capisce, non sarà di certo hollywoodiano.

Insomma, quasi chiuso il lato musicale grazie allo sforzo di Gianmarco Mazzi (che ha lavorato come pochi altri, visto che, dalla Vanoni a Pino Daniele, porta al Festival un pezzo di storia della nostra canzone a costi ridottissimi), Bonolis è al lavoro su di uno show «basic», necessariamente ispirato al Senso della vita e quindi concentrato molto sui risvolti imprevedibili dell’attualità e sulle persone che non ti aspetti.

D’altronde l’ha detto lui l’altro giorno parlando con Gianni Riotta a Tv7 che vorrebbe il presidente dell’Assemblea generale dell’Onu Miguel D’Escoto, un personaggio che, diciamolo, era imprevedibile al Festival. Di sicuro il presentatore ha qualche colpo di scena in programma: uno per ciascuna serata. E ancora qualche problemino da risolvere. Mentre le due «vallette» sono sul punto di firmare (una è orientale ma parla benissimo italiano), mancano i cosiddetti «valletti». Chiarito che David Gandy (quello a pancia in aria nello spot di Dolce&Gabbana davanti ai Faraglioni di Capri) ci sarà soltanto il sabato sera perché parla male l’italiano e non se l’è sentita di affrontare una maratona di cinque serate, si è aperta la caccia agli altri quattro valletti: in lizza ce n’è anche uno, bello bellissimo, che è appena apparso nello spot della Jägermeister. In ogni caso, a scanso di equivoci, nessuno ha ancora firmato.

E le firme mancano in calce ai contratti di tanti altri ospiti. Ma più che sorprendenti, saranno personaggi imprevisti, che all’Ariston saranno parte di un racconto e non solo di una spettacolare gara di canzoni. Prepariamoci, dunque.