Caccia al tesoretto

Ma come si fa a credere ad un governo che dice di voler liberalizzare l'economia italiana partendo da barbieri e benzinai e, poi, quando si trova in mano 10 miliardi di euro e li deve utilizzare non li restituisce immediatamente alle imprese e ai cittadini consumatori, come li chiama Bersani? Non vorremmo che tra l'Afghanistan e Sircana i cittadini si fossero un po' distratti dalle loro tasche perché con questo governo come ti distrai un attimo non sai cosa ci trovi.
Puntate precedenti. L'anno passato doveva essere l'anno del naufragio dell'Italia. Ricordate Padoa-Schioppa quando parlò della situazione italiana come quella del '29, quando crollò Wall Street? E sì che il ministro dell'Economia è uomo ragionevole ma probabilmente messo in mezzo a Prodi e Visco, Diliberto e Bertinotti, ebbe uno slancio di troppo e sentenziò la tregenda. Siccome si era al diluvio universale non trovarono di meglio che fare una finanziaria tutta tasse per tutti. Accorgendosi tardivamente che tutto il Paese era contro la finanziaria, Visco (addirittura) disse che forse sarebbe stato il caso, prima o poi, di abbassare la pressione fiscale.
Poi l'economia iniziò a ripartire e gli introiti fiscali arrivarono in abbondanza tanto da avere 10 miliardi di euro in più di entrate aggiuntive stabili. Ma, a questo punto, trovandosi per le mani tutti questi soldi e pensando di poter dare un po' di briciole a tutti (intendiamoci: quelli che votano per loro o che appartengono ai sindacati che li appoggiano, praticamente la Cgil), di calare le tasse non se ne parla praticamente più.
Ora - sul Giornale è stato scritto tante volte - per un governo che è interessato più allo sviluppo dell'economia che al mantenimento in vita di sé stesso, sarebbe normale utilizzare quei soldi per aiutare ancora la ripresa rimettendo quei soldi in tasca ai consumatori e alle imprese. Anche perché è ormai stato dimostrato che non era necessario tassare i cittadini come è stato fatto e che la finanziaria avrebbe potuto non essere quella martellata che è stata per i consumi degli italiani.
Non si sa come spenderanno questi soldi anche perché, come al solito, un giorno tizio dice A e il giorno dopo Caio dice B e il giorno dopo ancora Sempronio dice C. E il cittadino cosa deve capire. Prende paura: se è consumatore non spende, se è imprenditore non investe. E la ripresa se ne va altrove.
Ultimamente Padoa-Schioppa ha detto che il tesoretto, quei 10 miliardi di euro saranno utilizzati per la riduzione del debito, mentre quasi tutti i partiti che sono al governo hanno avanzato proposte aprendo la bocca come tanti cerberi. Chi li vuole per abolire lo scalone che manderebbe gli italiani in pensione più tardi: 4 miliardi. Chi li vuole per il contratto del pubblico impiego: 2 miliardi. Chi per questo e chi per quello. Ma di abbassare le tasse non ne parla più nessuno.
E sarebbe la cosa da fare. Per un semplicissimo ragionamento: se non le abbassano ora che l'economia va un po' meglio e di tasse lo Stato ne incamera di più, quando le diminuiranno? Quando l'economia avrà rallentato grazie alle loro finanziarie che castigano l'economia stessa?
Paolo Del Debbio