Cacciamo i fantasmi del passato

Le recenti dichiarazioni del ministro delle Attività Produttive, Claudio Scajola, in merito alla possibilità di tornare a produrre energia nucleare nel nostro Paese, hanno acceso un animato dibattito tra noi giovani. Non mancano, infatti, ottime ragioni per fare marcia indietro da quella scelta referandaria, dettata dalla sensazione suscitata dal disastro nucleare di Cernobyl, che, nell’ormai lontano 1987, ha condannato l’Italia alla dipendenza energetica dall’estero. Non è un mistero, infatti, che il nostro fabbisogno energetico non sia soddisfatto dalla produzione interna, ottenuta principalmente con centrali a carbone e idroelettriche, e che quindi Enel sia costretta ad acquistare energia elettrica, prodotta in larga parte proprio con centrali nucleari, da Paesi come la Francia o la Slovenia. È questa, probabilmente, la principale ragione per la quale le nostre bollette energetiche sono tra le più care d’Europa, con le relative conseguenze sui bilanci delle famiglie e delle imprese. Per questo gli italiani devono ringraziare i soliti demagoghi che, nel 1987, seppero cavalcare politicamente il disastro nucleare per i loro interessi di parte, con il risultato di mettere in ginocchio il settore dell’economia forse più strategico, vale a dire quello energetico, con la scellerata decisione di vietare la produzione energetica nucleare, trasformando un Paese allora all’avanguardia nella ricerca e nella produzione, in un Paese importatore d’energia, la cui inflazione è fatalmente legata a doppio filo al prezzo del petrolio. Gli ambientalisti dovrebbero considerare come la produzione energetica nucleare, a differenza di quella a carbone, non immetta anidride carbonica nell’atmosfera.
Vi è, infine, una ragione più legata alla realtà produttiva genovese per la quale io reintrodurrei il nucleare senza esitazioni: la nostra città ha la fortuna di ospitare un’azienda come Ansaldo, leader nel settore della costruzione di centrale nucleari, che oggi, ovviamente, può realizzare soltanto al di fuori dei nostri confini. Riccardo Cappetti
Responsabile dipartimenti
Forza Italia Giovani Genova