Cacciato perché vuole donare libri alla biblioteca

Non si pretende che le biblioteche abbiano bilanci tanto floridi da acquistare ogni libro che viene pubblicato. Anzi, molte volte il numero di titoli a disposizione dei lettori è inevitabilmente ridotto proprio per problemi legati alla disponibilità finanziaria. Ma esattamente per questo motivo, ogni volta che arriva un «benefattore» carico di libri da regalare per riempire gli scaffali vuoti dovrebbe essere accolto a braccia aperte e coccolato.
Dovrebbe, ma così non accade a Genova. In particolare non accade alla biblioteca civica di Voltri, almeno a giudicare da quanto accaduto a un cittadino che avrebbe voluto donare un suo piccolo «patrimonio» cartaceo alla circoscrizione. Il caso è quello del dottor Edoardo Guglielmino, professionista molto noto e stimato a Genova, medico ma anche scrittore, che lo scorso venerdì è andato proprio alla biblioteca di Voltri portando alcuni suoi libri.
Al suo arrivo si è trovato di fronte a un impiegato che non l’ha certo accolto nel modo che si sarebbe potuto attendere. Nessun ringraziamento, nessuna particolare manifestazione di gratitudine, d’accordo, ma neppure un minimo cenno di disponibilità da parte del suo interlocutore a stare ad ascoltarlo. La frase più «gentile» che si è sentito rivolgere il dottor Guglielmino è stata un «a me non compete» che ha mandato in fumo la speranza di vedere almeno accogliere il dono da parte dell’impiegato. Niente da fare dunque, la cosa è stata «girata» a un non meglio precisato «responsabile», che però, ovviamente, in quel momento era «impegnato». Cioè nessuno aveva tempo per dire grazie e almeno fare finta di mettere da parte il piccolo tesoro di libri. Il dottor Guglielmino non ha potuto far altro che arrendersi e tornare a casa, naturalmente portandosi dietro i libri.
La sua amarezza ovviamente è stata sfogata con i parenti e gli amici. L’assurda vicenda è così arrivata a Giuseppe Costa, consigliere comunale di Forza Italia, che ha subito deciso di chiedere spiegazioni alle istituzioni. Costa ha scritto alla sindaco Marta Vincenzi e al direttore generale del Comune, Maria Angela Danzì, raccontando l’accaduto. «Sono certo che prenderà in considerazione questo fatto - scrive il consigliere alla sindaco - per sensibilizzare gli uffici della civica amministrazione verso i propri compiti che impongono disponibilità e cortesia verso i nostri concittadini».