Un cacciatore di storie dimenticate

«Altre storie dimenticate? C’è quella della Negra, chiamata così per via dei suoi capelli corvini. Per soldi diede una mano ai fascisti a catturare i partigiani, finita la guerra aiutò i partigiani. Scoprì la sede milanese della nazista O.de.ssa. Di notte a casa sua, sopra il bar pasticceria Gattullo, sentirono delle voci tedesche. La trovarono morta nella Vettabbia». Giampaolo Rossetti prima di iniziare a scrivere queste storie le ha a lungo raccontate nel teatro Davidico, dietro alla chiesa di San Gottardo. Ad ascoltarlo un gruppetto di curiosi, via via diventato sempre più numeroso. «Mi dissero - spiega - va tutto perso, lascia qualcosa». Le fonti? «Sono vicende che sentivo raccontare in casa dai miei, storie che nel quartiere giravano. Notizie, pezzi di verità, testimonianze. Per i libri non ho fatto altro che mettere insieme i ricordi, articoli e i racconti di vecchi milanesi». Il suo primo giallo storico «14 Dicembre 1934, Venerdì) lo ha dedicato al delitto di Gaetano Laganà: «Lo conosceva mio padre perché abitava in zona, sembrava uno a posto...». La polizia scoprì che arrontodava lo stipendio prestando i soldi a «strozzo».